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Atlante dell’architettura rurale

Un contenitore culturale per la valorizzazione del territorio

Atlante dell’architettura rurale

Un contenitore culturale per la valorizzazione del territorio

L’Atlante dell’Architettura Rurale è un attivatore di iniziative incentrato sulla valorizzazione e sulla diffusione di consapevolezza del patrimonio rurale montano fatto di architettura e paesaggi. Il progetto è una iniziativa dell’Associazione Isoipse ed è nato nel 2018 da un progetto didattico presso il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che prevedeva la valorizzazione dell’archivio fotografico del geografo Elio Migliorini (1902-1988). Il fondo raccoglie circa milleduecento scatti di dimore e paesaggi rurali che lo stesso geografo ha ritratto, in particolar modo nella Valbelluna, tra il 1925 e il 1955. Accompagnati da sei giovani tirocinanti, siamo tornati nei luoghi esplorati cinquant’anni prima dal geografo per studiare l’evoluzione del paesaggio e dei manufatti.

Il focus su Montagne
Il lavoro sul campo si è concentrato nella borgata di Montagne, un piccolo nucleo a 600 m. s.l.m. dedito in passato all’allevamento e che oggi è abitato stabilmente da una sola famiglia. Per circa un mese il pugno di case allo sbocco della Val Canzoi è stato popolato da giovani esploratori armati di Gps, macchine fotografiche e block-notes che con curiosità hanno analizzato manufatti, segni del paesaggio e raccolto testimonianze.
Questa esperienza ci ha spinto a voler ampliare lo sguardo a tutta la Valbelluna, iniziando quindi una stimolante ricerca sul campo fatta di esplorazioni nei tanti paesi che punteggiano il territorio. Man mano che il lavoro procedeva ci siamo resi conto di come gli inediti materiali raccolti potevano prendere forma in un prodotto capace di valorizzare il patrimonio e allo stesso tempo farlo conoscere ai propri abitanti, che a volte, per abitudine, trascurano. Per questo abbiamo iniziato a creare un atlante che attraverso fotografie, carte tematiche e piccoli testi potesse trasmettere il grande valore (spesso poco riconosciuto) di questi contesti.

I sei quaderni
Sono stati selezionati quindi sei paesi, raccolti in altrettanti quaderni, che fossero rappresentativi di particolari dimostrazioni di architettura e paesaggi rurali della valle. A Frontin (Borgo Valbelluna) e ai Solivi (Arsiè) si descrivono le case bellunese e feltrina, due tipologie architettoniche caratteristiche del basso bellunese; a Meano si raccontano i sistemi dei cortili comuni, luoghi sociali e multifunzionali di grande fascino; a Col si descrive la particolarità dell’insediamento lineare; a Montagne si raccontano le dinamiche dell’insediamento di mezza montagna; infine nella Val di Seren si parla dell’abitare temporaneo e dei tipici fojaroi. Ciascun quaderno racconta la forma dell’insediamento, le architetture, il paesaggio agrario e si conclude con una pagina di approfondimento dove si raccontano storie e particolarità di ciascun paese. Quindi a Frontin si descrivono i muri di cinta, a Col il particolare sistema di pozzi, a Meano la storia legata al commercio dei legami, ai Solivi la particolare viticoltura, a Montagne le attività di monticazione e in Val di Seren la storia degli ‘usurpi’, una storica forma di appropriazione dei terreni di montagna.

Il progetto dei percorsi
Questi quaderni sono stati oggetto di interesse poi per un progetto promosso dal Consorzio Dolomiti Prealpi che, grazie anche al co-finanziamento dei comuni coinvolti, ha portato alla realizzazione di un itinerario cicloturistico tematico che attraversa , grazie ai quaderni, racconta i sei paesi.

Proprio nell’ottica di portare le persone alla scoperta di questi contesti abbiamo ragionato sull’importanza di trasmettere una certa sensibilità per il contesto visitato. Per questo ogni quaderno è accompagnato da delle norme di comportamento che invitano a un approccio responsabile e rispettoso per le dinamiche del paese.

Il progetto è in continua evoluzione (ed espansione); infatti sono in corso una serie di percorsi organizzati sui luoghi raccontati e la diffusione del progetto in diversi incontri. Allo stesso tempo sono anche in programma la realizzazione di una serie di eventi che coinvolga gli abitanti dei sei paesi e nuove edizioni in altre valli della provincia.

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