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Associazioni contro gli ecovandali dei rifiuti

il volontariato scrive agli amministratori

Associazioni contro gli ecovandali dei rifiuti

il volontariato scrive agli amministratori

Informazione ed educazione, più controlli sul territorio e sanzioni nei confronti degli eco-vandali, pulizia delle aree da sfalciare per evitare la triturazione dei rifiuti abbandonati: sono alcune delle richieste che una decina di associazioni ecologiste ed ambientaliste del territorio hanno presentato lo scorso 8 marzo al presidente della Provincia e ai sindaci del Feltrino e della Valbelluna.

I promotori
I firmatari sono Gruppo Natura Lentiai, Gruppo Ecovolontari dell’Unione Montana Feltrina, Salvataggio Anfibi Molinello, Fiab Belluno, Fiab Feltre, No-Plastic Girls, Donne come Noi, Tilt (Tutti insieme lavorando per il territorio), Casel de Celarda, Gruppo Coltivare Condividendo. Le richieste dei volontari sono precise, e nascono dalle riflessioni di anni di lavoro: sono centinaia le persone che si mettono a disposizione per ripulire le aree di sosta, i pendii lungo le strade e i boschetti dai rifiuti abbandonati da qualche incivile, ma ora servono azioni forti anche da parte delle pubbliche amministrazioni.

Le richieste
«Siamo un gruppo di volontari attivi dal 2016 che facciamo interventi di pulizia del territorio. Nell’ultimo anno abbiamo dedicato più di duemila ore alla raccolta di rifiuti con una settantina di uscite. Siamo sempre più attivi con un entusiasmo crescente e questo ci fa piacere» spiega Pierina Levorato, referente per il comune di Feltre degli Ecovolontari dell’Unione Montana Feltrina. «Dall’altro lato chiediamo da una parte senso di maggiore responsabilità e rispetto dell’ambiente dalla popolazione, ma anche collaborazione e interventi più massivi dalle amministrazioni con una maggiore componente sanzionatoria».

Ecco alcuni numeri significativi degli Ecovolontari di Feltre, che dal 2018 al 2022 sono cresciuti a ritmo vertiginoso di anno in anno: 18 uscite in quattro comuni 5 anni fa, 62 in 9 comuni lo scorso anno; quasi decuplicate le ore di attività, salite da 271 a 2160.

Spesso capitano anche episodi poco spiacevoli come la raccolta di rifiuti legati al mondo delle dipendenze (bottiglie di birra, mozziconi di sigaretta, gratta e vinci) ma anche casi limite come la raccolta di bottiglie contenenti urina abbandonate dai viaggiatori.

Altra testimonianza arriva da Lentiai, dove all’ultima giornata ecologica curata dal Gruppo Natura Lentiai, come testimonia anche Orfeo Dal Piva, si è passati dai resti di un condizionatore ai 15 sacchetti di pannoloni recuperati in un boschetto a Bardies, un’area dove puntualmente vengono recuperati numerosi sacchi di questo rifiuto non riciclabile.

Nonostante le “aree di discarica” siano quasi sempre le stesse, sorvegliare queste zone 24 ore su 24 non è possibile, e pure la tecnologia – che in questo caso potrebbe aiutare moltissimo – si scontra con i problemi della burocrazia legati all’aspetto della privacy e qualcosa andrebbe fatto anche in tale direzione.

Le giornate ecologiche
Tante le giornate ecologiche – impossibile elencarle tutte – organizzate tra marzo e aprile su tutto il territorio provinciale, da Seren del Grappa a Quero Vas, da Alano di Piave a Feltre e Santa Giustina, solo per citare quelle presentate alla conferenza stampa organizzata dalle associazioni ecologiste firmatarie della lettera. Poi ci sono state tappe a Sospirolo, Sedico, Pedavena, ecc.

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