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Ascoltare la mente e i bisogni

Natalie ci fa conoscere lo Yoga

Ascoltare la mente e i bisogni

Natalie ci fa conoscere lo Yoga

La vita è una questione di equilibrio. Ce lo spiega Natalie Medina Rivera, 39 anni, appassionata di Yoga, originaria di Pedavena ma che ora vive a Sospirolo. Il suo percorso conoscitivo di questa disciplina inizia nel 2012 come un aiuto posturale a causa di un problema alla spalla. Successivamente però si rivela essere anche un supporto emotivo per gli attacchi di panico di cui Natalie ha sofferto in passato, ma che è riuscita ad imparare a gestire grazie all’insegnamento della corretta respirazione.

Lo Yoga, la cui etimologia deriva dalla parola “unire”, è infatti una dottrina in cui in respiro porta la consapevolezza del corpo e ciò ci permette di esplorare gli aspetti più sensibili del nostro essere. Le posizioni (asana), lo stiramento dei meridiani (medicina tradizionale cinese), il mantra e i gesti (mudra) servono per andare a riequilibrare i punti energetici che corrispondono ai nostri organi ma anche alla nostra sfera psicoemotiva.

Come nasce lo Yoga?
«Questa antica disciplina affonda le sue radici in India diversi millenni fa. La prima menzione si trova in uno dei testi sacri della cultura vedica (1700-1800 a.C.), ma si pensa abbia radici ancora più antiche dopo il ritrovamento di alcune statue e sigilli in terracotta in posizioni yogiche, il cui periodo va dal IV al II millennio a.C.».

Esistono diversi stili di questa pratica?
«Sì, sono numerosi. I principali sono otto e si differenziano tra loro per alcune caratteristiche distintive. Per esempio lo Hatha Yoga ha come obiettivo quello di promuovere il benessere fisico e mentale attraverso le posizioni e la respirazione (pranayama) e si differenzia dallo Raja Yoga perché predilige il movimento, mentre quest’ultimo ha un carattere più meditativo».

Quali sono i benefici?
«I vantaggi sono numerosi. Ad esempio il miglioramento della consapevolezza respiratoria, riducendo ansia e tensione nervosa attraverso l’attivazione del sistema parasimpatico. Migliora l’elasticità e tonicità del diaframma, corregge la postura e rinforza le articolazioni. Aiuta il sistema cardiocircolatorio stabillizzando pressione e battito. Aumenta la resistenza fisica, sfidando la capacità della nostra mente di andar oltre i limiti che ci auto imponiamo. Depura da scorie e tossine: andando a fare la torsione del corpo, infatti, si lubrificano e puliscono i dischi vertebrali. A me personalmente ha aiutato anche nell’accettazione del mio corpo, consapevole della possibilità di migliorare ma senza che questo diventasse un cruccio».

È una disciplina molto praticata nel Bellunese?
«Qui viene praticato maggiormente lo Hatha Yoga. Quando ho iniziato era già diffuso anche a Belluno, successivamente ha preso sempre più piede. Magari inizialmente poteva sembrare una disciplina per persone stravaganti, però io stessa, quando ho visto che faceva realmente bene, ho capito che era un’idea sbagliata. Sicuramente c’è anche da dire che la quarantena ha aiutato ad avvicinarsi ad attività per il benessere psicofisico».

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