Quando facevo attività sindacale, mi capitava spesso di informare ed eventualmente sostenere lavoratrici madri nel vedere riconosciute le tutele previste dalla legge nel periodo della maternità; era una materia che conoscevo molto bene, seppur parzialmente in quanto la mia azione riguardava genitori che avevano un rapporto di lavoro dipendente. Scorrendo le normative succedutesi nel tempo, mi sono soffermata poco sulla parte relativa alle lavoratrici e ai lavoratori delle varie categorie autonome per cui è stato molto interessante sentire di persona chi vive questa condizione e quali i livelli di tutela.
Sono andata a trovare Catia a Villabruna, dove ha l’attività di estetista e suo marito Flavio di fisioterapista; a novembre 2025 è nato il loro splendido bambino Luigi. Chiedo a Catia di aiutarmi a capire come si gestisce un’attività autonoma durante la gravidanza e nei mesi seguenti alla nascita del figlio. Mi risponde che in realtà durante la gravidanza non sono previsti interventi a tutela e che si lavora anche fino al nono mese se si ha la fortuna di essere in salute e che l’attività lo consenta.
Sostituzione maternità e agevolazioni per artigiane
L’unica cosa di cui ha usufruito è un’agevolazione sull’assunzione di una persona per la sostituzione della maternità e vale per due mesi prima della nascita e tre mesi dopo. L’aiuto consiste nella riduzione del 50 per cento dei contributi da versare, che si quantifica in circa 200 euro mensili in meno da versare. Quando nasce il bambino, si può inoltrare la domanda per l’indennità di maternità, che per gli artigiani è quantificata in 5.000 euro.
Tale indennità le verrà erogata a rate nel corso del 2026, ad oggi non ha ancora ricevuto alcuna rata. Evidenzia che, pur sembrando elevata l’indennità, in realtà, calato sui costi dell’attività e della necessità di una nuova assunzione, il suo importo è relativo. Inoltre, sottolinea che questa regola forfettaria vale solo per gli artigiani, mentre per le altre categorie (commercio, ecc.) viene calcolata sul fatturato dei due anni precedenti la maternità e l’importo diventa pari a cinque mensilità. Qualcosa comunque oggi viene riconosciuto, un tempo non c’era nemmeno quello. C’è anche un bonus nuovi nati di circa 1.000 euro legato comunque all’Isee che richiede un apposito iter. Inoltre, per l’attività di Catia, l’aver assunto un’altra persona, comporta l’uscita dal regime forfettario per quanto riguarda le imposte con un aggravio di costi.
Musigna e lungimiranza: come prepararsi alla maternità da artigiana
Prosegue: «Quello che ho dovuto fare nel periodo precedente la maternità è stato quello di fare “musigna” in modo da poter poi tenere a galla l’attività; è necessario essere un po’ lungimiranti e mettere da parte un po’ di risparmi prima per garantirti di seguire il neonato e il proseguimento dell’attività. Non ci sono permessi per l’allattamento, né per la malattia del bambino».
Le chiedo cosa sia previsto a tutela dell’altro genitore, la risposta è: «Zero, il papà è stato a casa quindici giorni quando è nato Luigi e ha chiuso bottega, punto e stop».
È chiaro che in questo quadro la decisione di diventare genitori viene ponderata a lungo anche in relazione al poi perché non è pensabile portarsi il bambino dentro l’attività. Conclude con l’auspicio che tutta la categoria si unisca nella battaglia per ottenere più tutele e garanzie per i genitori.