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Arte, Storia e Leggenda

tutto questo nel San Valentino a Limana

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tutto questo nel San Valentino a Limana

Quale miglior luogo per festeggiare San Valentino in Valbelluna del Comune di Limana? Anche quest’anno, dal 15 al 18 febbraio, tra le vie del Paese del Miele si è tenuta l’amata festa del patrono e santo degli innamorati.

Il 2024 si apre con una nuovissima proposta: lo storico concorso artistico è stato sostituito da una inedita formula della Biennale d’arte di San Valentino. Il concorso mira a dare un’opportunità a quegli artisti meno conosciuti e con meno possibilità di emergere rispetto al passato, in particolare i giovani, che desiderano mettersi in mostra in un appuntamento dove si compete solo tra pari. Pietre, legno, metalli, stoffe, materiali di scarto e molto altro: è concesso tutto ciò che sia capace di dare vita a realizzazioni di rilievo, che spesso veicolano messaggi importanti, senza limitazione di tecnica. Unico requisito per partecipare è il non aver mai preso parte a concorsi con classifica.

Per questa prima edizione, gli artisti sono stati selezionati e convocati da un’apposita commissione, mentre dalla seconda edizione in poi, che si svolgerà fra due anni, verrà emesso un regolare bando. «Come Pro Loco di Limana, insieme con l’Amministrazione comunale limanese e alcuni collaboratori, abbiamo selezionato artisti meritevoli per riproporre la tematica culturale e artistica, sulla scia di quello che per vent’anni hanno rappresento le mostre di pittura con artisti provenienti da tutta Italia» spiega il presidente della Pro Loco di Limana Davide Parloran. «Il tutto nel contesto dei festeggiamenti per San Valentino: Amministrazione e Pro Loco propongono, infatti, oltre alla Biennale d’arte, anche diversi momenti volti a celebrare l’importanza culturale e spirituale che la figura del Santo assume per il territorio limanese.»

San Valentino tra storia e leggenda
All’interno della Chiesa Arcipretale di Limana, dedicata a Santa Giustina, da oltre un secolo e mezzo si trova una reliquia considerata autentica. Sotto l’altare laterale, detto di Sant’Agnese, è posta una statua di legno con le spoglie di San Valentino, presbitero romano, custodite nel petto e nella testa, mentre brandelli della veste intrisi di sangue sono contenuti in un vasetto tinto di rosso, posto nella mano della statua. Si tratta di un dono del Papa bellunese Gregorio XVI all’Arciprete don Luigi Dall’Osta del 28 giugno 1842, dopo aver riesumato le reliquie dalla catacomba di Santa Agnese in via Nomentana a Roma. Ma chi era San Valentino e, soprattutto, come è arrivato da Roma a Limana?

Il patrono degli innamorati nacque a Terni nel 175 d.c. e fu un colto sacerdote romano. Il suo nome è da sempre legato all’amore per un episodio che a quel tempo sollevò molto clamore e che fu motivo del suo martirio, avvenuto nel 268 d.C sotto l’Imperatore Claudio II: narra la leggenda, infatti, che Valentino fu il primo religioso a celebrare l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana, in un tempo in cui le nozze erano proibite per i militari.

Ma poco distante nello spazio e nel tempo appare un secondo San Valentino: Papa San Feliciano, dopo eclatanti miracoli da esso compiuti, nel 197 d.C., consacrò quest’ultimo come primo vescovo della città di Terni. Nonostante la sua presunta amicizia con l’imperatore e la conversione del prefetto Asterio e tutta la sua famiglia, il 14 febbraio 273 d.C. egli fu martirizzato perché si rifiutò di abiurare il credo cristiano, e fu sepolto al secondo miglio della via Flaminia, a poca distanza da Roma. Qualche secolo dopo, in una mossa politica Papa Gelasio Io nominò patrono dell’amore per sostituire i riti pagani di Giunone, dea della febbre d’amore.

Le spoglie del santo ricompaiono poi in alcuni scritti dell’800, che testimoniano come il corpo sia stato esumato dalla catacomba di Sant’Agnese e trasferito in Valbelluna. Del 12 ottobre 1842 è il documento del vicario capitolare che ne attesta l’autenticità e racconta che il corpo fu posto in una “cassetta di legno coperta di carta dipinta, bene chiusa e legata da lacci rossi di seta segnata dal nostro sigillo in cera rossa spagnola”. L’immagine lignea del santo patrono è oggi deposta in un’urna di legno dorato conservata sotto l’altare laterale di Sant’Agnese, il primo a destra per chi entra nella chiesa parrocchiale, insieme alle reliquie conservate nella statua del Santo.

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