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ARCHEOLOGIA DI MONTAGNA NEL FELTRINO

ARCHEOLOGIA DI MONTAGNA NEL FELTRINO

Dalla consolidata “joint venture” fra Cai e Fondaco per Feltre è scaturita un’altra brillante iniziativa: due serate, svoltesi di recente, dedicate alle ricerche e scoperte archeologiche nel Feltrino. Esse sono state presentate dal giovane e intraprendente archeologo Mattia Curto con la responsabile della commissione Cai Cultura e tutela ambiente montano Marisa Dalla Corte ad un numeroso e attento pubblico nella saletta di Porta Imperiale.

Archeologia di montagna, cos’è? Una scienza che esige conoscenze multidisciplinari applicata ad un paesaggio diacronico e un territorio, che richiede tecniche di studio appropriate per eseguire, ad esempio, gli scavi stratigrafici, esperimenti non ripetibili e complessi in terreni geologicamente disomogenei, spesso arborati e in pendenza. Da qui, la necessità attuale di strumenti e tecniche particolari e talora sofisticate che permettano di individuare siti e contestualizzarli nel tempo e nello spazio con rigore scientifico: perciò, mentre la segnalazione al Museo o archeologo competente è sempre benvenuta, il fai da te può compromettere per sempre un ritrovamento.

Di scavi e ritrovamenti ce ne sono stati nel passato: sul monte Aurìn già dal XVI secolo sono state ritrovati resti di un castelliere dell’età del bronzo e armi in rame.

Verso metà ‘800 l’abate Costantino Boldo reperiva a Lamon armi in pietra, monete imperiali ed una statuetta virile in bronzo;

Nella seconda metà dell’800, il dott. Jacopo Facen di Lamon donava al dott. Paolo Lyoi di Vicenza, delle punte di freccia in selce da lui trovate.

Nel 1927 Santo Balen trovava in Val di Lamen un pugnale eneolitico in selce di 13 cm (unico per dimensioni in Veneto).

Negli anni 80 il feltrino Aldo Villabruna collabora allo scavo dell’officina litica del Paleolitico sul M. Avena e nel 1987 scopre la sepoltura di un cacciatore epigravettiano in Val Rosna.

Negli anni 90 l’associazione “Ippogrifo” di Pedavena scopre una decina di covoli in Val di Lamen con ritrovamento di una sepoltura, di un coltello in bronzo (1200-1400 a.c.) e dell’ossidiana.

Sul M. Miesna è stato trovato un coltello dell’età del ferro e nel greto del Piave, nel 2012, una spada in bronzo di 61 cm del II millennio a.C. circa, custodita nel Museo di Feltre.

Nel 1992 ai Collesei, è stata rinvenuta una secchia in bronzo contenente varie spade in bronzo, poi perdute.

Anche a Pedavena, nel Colmeda, è stata reperita una spada in bronzo , poi perduta.

Infine, recentemente, sono state individuate varie strutture pastorali, anche in quota: Busa delle Vette, Cimonega.

Per concludere, un Feltrino ricco di risorse e reperti archeologici in una cinquantina di siti neolitici: quasi un “Parco Archeologico” che merita una valorizzazione tramite itinerari dedicati e una rete Museale, grazie agli archeologi ed agli appassionati di storia locale.

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