800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Antonio Miari, Conte e Musicista

apprezzato compositore, in villeggiatura a Landris di Sedico

Antonio Miari, Conte e Musicista

apprezzato compositore, in villeggiatura a Landris di Sedico

La dimora, dove villeggiava il conte, sorge proprio nel centro di Landris. Di famiglia nobile e benestante, con dimora a Belluno, egli era nato nel 1778. Si dilettava, con ottimi risultati, a comporre musica, in special modo sacra. Ebbe parecchi figli ai quali insegnò la musica e, quando si sposavano, cercava di orientarli nella scelta di consorti amanti e conoscitori della musica. Ebbe vari incarichi pubblici sia durante il periodo napoleonico che nel successivo asburgico (siamo stati sudditi austriaci dal 1815 al 1866).

Un teatro domestico
Durante la villeggiatura rappresentava delle opere liriche con la partecipazione dei suoi contadini come comparse, mentre i suoi figli, figlie, generi e nuore cantavano e suonavano. Ad assistervi venivano invitati i nobili che giungevano a Landris con le carrozze. Così ne parlava la Gazzetta di Venezia in una cronaca del 3 novembre 1834:
“… Qui la cortesia del nobile signor conte Antonio Miari, in quella sera, e in altre tre successive, accolse il fiore delle più gentili persone dei colli vicini e della non lontana Belluno; qui eresse un teatro privato, qui fece ciò che nessun altro ha fatto prima di lui, offerendo a’ suoi concittadini la rappresentazione di un dramma dove la musica, il canto e fino alla dipintura delle scene era tutta una creazione di famiglia … Non bastano le parole a descrivere la letizia di queste Feste Autunnali, affollate per modo, che la metà degli accorsi rimanevasi fuori … Era nuovo ed incantevole anche il momento all’uscire: poiché una folla di gentili persone diffondendosi per verdi viali … scendeva ripidamente al cortile del conte; dove rimontata ne’ cocchi, e incamminatasi per diversi sentieri, rendeva a quell’ora e in que’ tranquilli recessi un romore inusitato e pieno di movimento e di vita. In questa si è goduta l’ultima di così dilettevoli serate; e la riconoscenza di tutti la chiuse con molti e vivissimi applausi …”.

Le rappresentazioni
Così continuava la Gazzetta del 3 novembre 1834, parlando del dramma scherzevole L’Astrologo per amore musicato da Antonio Miari e presentato nel teatro privato avente sede in un grande fabbricato soprastante che dal 1923 (dopo i lavori eseguiti) ha assunto le sembianze di una villa: “Le tre gentilissime figlie fecero le parti di Ernesto, Ninetta e Malfurio con tanta bravura di canto e musica che tutti ne rimasero meravigliati. Il figlio maggiore poi, oltre al merito di aver diretto la scena, trattò la parte del buffo comico con tale buon garbo e franchezza da parere a tutti provetto e consumato nell’arte”. Negli anni precedenti, a Venezia, il conte Miari aveva composto Le lamentazioni di Geremia Profeta che lo resero famoso e furono eseguite per anni sia nella città lagunare, sia a Vienna e in altre città. Addirittura gli venne offerto un incarico alla Corte Imperiale, ma egli preferì restare qui a comporre. La sua produzione fu molto vasta, con quella sacra di grande valore, mentre quella profana è considerata dagli esperti meno brillante.

La leggenda di re Landrino
e di Ildegarda
Racconta che Landrino, signore di Landris, e Ildegarda, castellana dei Mirabei, di famiglie rivali, erano di nascosto innamorati. Dopo varie vicissitudini, esse si rappacificarono consentendo le loro nozze. Landrino andò poi all’assalto del castello di Bivai (Santa Giustina) per contrasti con quel signore (Ludigero); lo vinse e lo portò prigioniero a Landris dove si uccise. Successivamente Landrino andò a Pavia chiamato in guerra dal suo re e qui morì nell’assalto alle mura della città. Il suo corpo fu portato a Landris, gli fu eretta una tomba e lo piansero Ildegarda, la sua ancella Emelinda e il fido compagno Ugone. Ispirato da questa leggenda, Antonio Miari decise di comporre un’opera drammatica che doveva essere rappresentata all’aperto nel parco che si trovava alle spalle della villa. Così fece costruire la fontana della pace, la prigione-grotta con la tomba di Ludigero e altre scenografie in parte distrutte durante la 1a guerra. Non si sa perché l’opera non fu mai composta.

Benemerenze e morte
Il musicista promosse a Belluno la Società Filarmonica di dilettanti, per istruire cantanti e orchestrali. Successivamente, sotto la sua spinta, venne fondata la Società Filarmonica di Santa Cecilia per aprire scuole di canto, di strumenti d’ottone e di legno. Durante i suoi soggiorni a Landris istruiva anche i coristi (in gran parte contadini) della Schola Cantorum di Sedico per la quale compose parecchia musica. Morì a Landris a 76 anni in agosto del 1854. Il funerale e la sepoltura avvennero a Sedico, ma della sua tomba non c’è più traccia.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.