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ANFISC – OLTRE 20 anni d’impegno

per i malati di fibromialgia e sindromi correlate

ANFISC – OLTRE 20 anni d’impegno

per i malati di fibromialgia e sindromi correlate

La fibromialgia, questa sconosciuta. Da vent’anni l’Anfisc (Associazione nazionale fibromialgia e sindromi correlate), con sede a Bastia di Puos d’Alpago, si batte per il riconoscimento ufficiale della fibromialgia (FM) e di alcune patologie specifiche – in particolare l’encefalomielite mialgica (CFS/ME) e la sensibilità chimica multipla (MCS) -, dello stato di invalidità di chi ne è affetto, e per la tutela dei malati. Tanti i risultati raggiunti in questi anni, come il riconoscimento ufficiale dalla Regione del Veneto delle patologie.

Non è abbastanza per l’Anfisc: lo si attende ancora da parte del Ministero della Salute, dunque a livello nazionale. Qualcosa, per la verità, si sta muovendo: il 29 febbraio scorso la Camera dei Deputati ha approvato la mozione per il riconoscimento della FM come malattia invalidante, un passo in avanti, ma il cammino è ancora lungo prima di arrivare al procedimento legislativo. Proprio per perseguire tale obiettivo, ma anche per farsi forza del suo storico, l’Anfisc presenta un nuovo sito web (www.anfisc.it) che ricostruisce le tappe del suo agire.

«In vent’anni abbiamo raggiunto risultati importanti, ma siamo tuttavia rammaricati perché di fatto, dopo così tanto tempo, manca ancora il riconoscimento ufficiale delle patologie dal Governo italiano, né sul tema sono stati avviate ricerche importanti che possano portare a ottenere una letteratura scientifica utile ai medici», dichiara la presidente di Anfisc Belluno, Rosita Romor. «Auspichiamo che la mozione approvata di recente dalla Camera dei Deputati permetta di fare passi avanti in tempi brevi».
Solo in provincia di Belluno sono oltre 200 le persone malate di fibromialgia, per la maggior parte (oltre il 90%) le donne, senza limiti d’età. Molte di esse soffrono anche di encefalomielite mialgica.

Ora, uno dei principali obiettivi cui guarda l’associazione è, in particolare, che le patologie vengano inserite tra i livelli essenziali di assistenza (LEA), cioè quelle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con ticket. Tra gli impegni portati avanti, anche il favorire la creazione e l’utilizzo di reparti di cura e strutture sanitarie idonee, anche riabilitative. Continua inoltre l’impegno affinché la FM venga catalogata come malattia non reumatologica.

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31/05/2024

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