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Andrea Ferrazzi

Uomini fra ieri, oggi e domani

Andrea Ferrazzi

Uomini fra ieri, oggi e domani

L’intero viaggio fu un lungo conversare fra luoghi, storie, ricordi quella volta che raggiungemmo le magnifiche piste di Chamonix. Partimmo all’alba con lo studente allora, amico di famiglia che già aveva un grande interesse per il giornalismo. Il liceo Galilei di Belluno certo favoriva l’indagine continua sulla storia di territori e la comune passione per l’arte e l’archeologia fece il resto. Aggregare i coetanei dell’amata Cittadina di Mel in un gruppo culturale “Mel Giovani” fu un naturale proseguo fra incontri e mostre. La gestione di un intero storico palazzo, da parte del proprietario dr. Tonon, e la collaborazione della Provincia consentirono l’apertura di un ufficio d’informazione turistica. Al Liceo, che nel frattempo che si scoprì sprovvisto di un giornale d’istituto, con notevoli facoltà imprenditoriali Andrea Ferrazzi fonda “il Galileo” che riscuote immediato successo.

«Ripenso agli anni del liceo e dell’università con grande nostalgia» racconta Ferrazzi, seduto al grande tavolo della sede del Centro per la Storia e la Cultura d’Impresa di Confindustria Belluno Dolomiti. «Sono stati anni bellissimi, ricchi di stimoli e di iniziative. Dal primo numero de “Il Galileo”, all’occupazione dell’istituto per protestare contro l’ennesima riforma del sistema scolastico. L’Università di Trento, invece, mi ha regalato la passione per le scienze sociali e politiche, per le relazioni internazionali, per la storia contemporanea.»
Ferrazzi avrebbe potuto fermarsi lì, per un dottorato di ricerca in relazioni internazionali. Ma ha preferito tornare nella sua provincia e continuare a raccontarla dalle pagine de “Il Gazzettino” e portare avanti la sua grande passione per il giornalismo e la comunicazione, dirigendo alcune testate e lanciando nuove iniziative.

«A volte mi dicono “hai fatto carriera” – mi dice Andrea – ma io rispondo che sono stato semplicemente fortunato. La passione per il giornalismo, che rimane viva in me, ha certamente contribuito alla mia crescita come persona. Mi ha permesso di capire l’importanza della curiosità per vedere prospettive diverse, e che la semplicità è complessa, che è importante farsi capire da tutti. Quegli anni restano dentro di me e sono sempre il metro con il quale misurare tutto, anche per non dimenticare da dove si è partiti.»

Dopo il giornalismo, Andrea Ferrazzi ha fatto un’esperienza in Regione Veneto, come responsabile della Segreteria del Vice Presidente del Consiglio Regionale. Dal 2013 è entrato in Confindustria Belluno Dolomiti e, dal 2016, ha assunto il ruolo di direttore generale: a 39 anni era il più giovane direttore di territoriale del sistema a livello nazionale. In questi anni, l’Associazione tra gli Industriali della provincia di Belluno si è spesa molto per il futuro del territorio bellunese. «Partiamo dalla considerazione che c’è un declino demografico della provincia che rischia di pregiudicarne il futuro – racconta Andrea Ferrazzi – e che quindi è fondamentale rendere il territorio attrattivo non solo per i turisti, ma anche per le persone (i giovani in particolare) e gli investimenti. Sappiamo che trasformazione tecnologica e globalizzazione stanno ridisegnando la geografia economica internazionale, concentrando innovazione e competenze nei grandi hub urbani. È su questo terreno che si gioca la sfida del futuro per il Bellunese e le altre aree montane: coniugare sostenibilità ambientale e innovazione per costruire ecosistemi che siano attrattivi. Il progetto di “Dolomiti Innovation Valley”, ad esempio, mira proprio a creare una piattaforma che metta insieme le eccellenze delle province dolomitiche di Belluno, Trento, Bolzano e in Friuli Venezia Giulia nei campi della ricerca applicata, dell’innovazione, dello sviluppo delle competenze, delle start up, raccontando al mondo che tra le montagne patrimonio dell’umanità c’è molto di più di paesaggi mozzafiato e piste da sci. »

Ne è passato di tempo da quel viaggio in spider verso la Valle d’Aosta. Ma già allora si vedevano alcuni tratti che sono rimasti: la passione per la montagna, l’idea che la cultura sia il lievito per lo sviluppo sociale ed economico dei territori, l’interesse per il passato ma per costruire il futuro.

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