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ANÀ-THEMA TORNA A CASA PER UN GIORNO

Luca Marchioro racconta il teatro post-Covid e il tour nazionale

ANÀ-THEMA TORNA A CASA PER UN GIORNO

Luca Marchioro racconta il teatro post-Covid e il tour nazionale

L’amor che move il sole e l’altre stelle…” Termina così il Paradiso del sommo poeta Dante Alighieri e allo stesso modo si conclude “La Divina Incanta”, spettacolo proposto dalla compagnia teatrale Anà-Thema lo scorso 20 marzo a San Gregorio nelle Alpi. All’ultimo verso sono seguiti applausi scroscianti. E non poteva che essere così per l’artista di casa, Luca Marchioro, tornato nel paese d’origine dopo sette anni, su invito di Consulta Giovani e Pro loco, per presentare un viaggio, attraverso parole e musica, volto a celebrare la Divina Commedia.

«È stato motivo di felicità e orgoglio recitare dove sono nato, per persone che conosco fin da bambino, e portare “a casa” quanto ho appreso in questi anni e che è stato apprezzato in diverse parti d’Italia» rivela Luca. Ad accompagnare l’interpretazione di Marchioro c’erano la voce recitante del direttore Luca Ferri, il bellissimo canto di Federica Copetti, la sorprendente ghironda, strumento suonato da Martina Fabris.
Questo era il cast de “La Divina”, ma in realtà la compagnia, nata ormai nel 2006 a Udine, dove Luca risiede, vanta un organico di circa dieci persone, unendosi poi, a seconda dello spettacolo, ad altri attori di varie realtà. Dal 2012 Anà-Thema (il cui nome significa “sospeso sulle parole”) gestisce “La Corte di Osoppo”, un grande centro culturale con sale polifunzionali. Lavora inoltre con importanti strutture teatrali in tutta Italia e collabora con comuni ed enti.

Il settore teatrale, lo sappiamo, è stato uno dei più colpiti dalla pandemia. «Alla riapertura del teatro che gestiamo, appena ci è stato consentito, abbiamo avuto qualche difficoltà a riportare la gente in sala al chiuso e abbiamo deciso di non rinnovare gli abbonamenti per timore di nuove restrizioni . È andata meglio con le performance in luoghi non convenzionali, come giardini o ville o all’aperto», spiega Marchioro.

Come avete reagito al lockdown? «Siamo riusciti non abbatterci – continua – Abbiamo avuto aiuti dallo Stato ma sono bastati solo a coprire le spese, non certo ad avere entrate. Non ci siamo tuttavia persi d’animo e abbiamo sfruttato quel periodo di tempo libero per riorganizzarci e trovare contatti con enti, teatri e biblioteche, in modo da essere pronti alla ripartenza. Siamo stati premiati perché nei mesi estivi, con la riapertura, abbiamo avuto un centinaio di repliche ad esempio con l’Inferno, per l’anniversario dantesco, o con gli spettacoli per i bambini».

Quale la situazione in genere per il mondo del teatro?
«Ho avuto un riscontro differente dalla reazione di alcuni professionisti che conosco. Qualcuno ha preferito protestare per le chiusure, noi abbiamo sfruttato quel periodo per programmare, ma non siamo certo più bravi per questo… sono scelte differenti. Ora sembra di vedere l’uscita dalla pandemia, certo una parte di pubblico manifesta paura a tornare in teatro, altri prendono posizione rispetto al Green Pass» . E il vostro futuro? «Siamo fiduciosi: stiamo lavorando alla tournee che finirà a maggio, poi partirà il tour estivo con uno spettacolo itinerante con protagoniste le divinità dell’Olimpo, che porteremo in Friuli, Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia. L’anno scorso in autunno abbiamo avuto mille spettatori in due giorni per uno spettacolo a tema Halloween. La proposta di lavori anche in luoghi non convenzionali consente di avere un target diverso di pubblico, mediamente più giovane».

Insomma, sfruttare i momenti bui per tradurli in opportunità significa avere anche spirito imprenditoriale e, in effetti, la gestione familiare del Teatro di Osoppo (in cui ogni attore è anche tecnico, promotore, addetto alla pulizie, ecc.) obbliga a metterlo in pratica sia da un punto di vista economico che artistico.
Ma quali gli spettacoli in cantiere?
«Proprio ieri (27 marzo, ndr) abbiamo debuttato con successo con il nuovo spettacolo “Anima ribelle” dedicato a Padre David Maria Turoldo, prete rivoluzionario di origine friulana e poi vissuto a Milano. Poi andremo in tour con “Il segreto del bosco vecchio” e con la riscrittura del Re Lear, in bilico tra finzione e realtà, sanità e malattia, con protagonista un ex attore rimasto imprigionato nel suo personaggio; lo porteremo in Puglia, Campania, Lazio prima della tournee estiva. Tra agosto e settembre organizzeremo un Festival di Teatro classico ad Osoppo e zone limitrofe».

Anche questi risultati sono in qualche modo figli della pandemia: per limitare il dispendio di risorse, Anà-Thema ha deciso, infatti, di investire sulle proprie forze, scrivendo produzioni proprie ed inedite, e limitando l’apporto di compagnie esterne. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, direbbe Dante.

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