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AmbientiAMOci – Sciando sui pascoli

cambiamo il nostro modo di vivere la montagna

AmbientiAMOci – Sciando sui pascoli

cambiamo il nostro modo di vivere la montagna

Quanti di noi sono pronti per una nuova stagione sugli sci? Un paio di amici, una manciata di discese e qualche caduta, una gran mangiata, e presto la giornata è finita… con le gambe ben stanche.

Non lo so se ce ne siamo accorti, ma gli inverni sono cambiati e cambieranno ancora. Neve ce n’è meno e, se arriva, non è costante. I ghiacciai si sciolgono – nel pianeta, quelli delle Alpi sono i più veloci a sparire – e le nevicate abbondanti non sono abbastanza per recuperare i centimetri che si perdono in estate. Il “Rapporto Clima” del Centro di Ricerca Eurac di Bolzano mostra che le Alpi soffriranno un aumento ancora maggiore alla media globale prevista.

Ma se non c’è neve che facciamo?
C’è chi continua, imperterrito, a sciare. Tanto ci sono i cannoni… Ma di quanta acqua e quanta energia hanno bisogno per funzionare? Il WWF ha calcolato che servono 95 milioni di metri cubi d’acqua e 600 gigawattora di energia per ettaro. Inoltre, la neve artificiale è più pesante della neve naturale e con il suo peso compatta e soffoca la vegetazione sottostante: ne consegue una maggiore erosione ed un più alto rischio smottamenti. L’idea di continuare a sciare anche in assenza delle condizioni ottimali può solo peggiorare la situazione rendendo più difficile una qualsiasi transizione.

Abbiamo bisogno di cambiare il nostro modo di vivere la montagna.
In molti si sono già adeguati e stanno esplorando altre opzioni, come i nostri vicini tirolesi, che con il loro istituto di ricerca hanno analizzato i pro ed i contro di questo nostro futuro. In breve si andrà meno con gli sci, ma più con le ciaspe (se c’è neve ovviamente); si punterà più sull’artigianato, sulla ristorazione e sulla cura dell’ospite; si faranno più scampagnate in bici o a piedi; si amplierà l’agricoltura locale per il fabbisogno della popolazione e dei turisti. In genere dovranno essere premiate quelle pratiche lungimiranti a basso impatto ambientale che abbiamo visto in articoli passati: dall’utilizzo di energie rinnovabili agli incentivi per il trasporto pubblico fino alla promozione di attività locali poco impattanti. Il futuro è nelle nostre mani, dobbiamo e possiamo crearlo come vogliamo ora che sappiamo qual è la posta in gioco.

Per approfondire:

http://www.eurac.edu/it/research/mountains/remsen/projects/Pages/klimareport.aspx
https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/sciare-tutti-costi-limpatto-ambientale-della-neve-artificiale
https://ecobnb.it/blog/2018/11/turismo-invernale/

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