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All’ombra del grande faggio

"Con la gioia nel cuore" - i racconti di Antonio Tegner

All’ombra del grande faggio

"Con la gioia nel cuore" - i racconti di Antonio Tegner
All'ombra del grande faggio

UN LIBRO PER CASO
I suoi pensieri non erano destinati ad un libro, ma un giorno è stato scoperto con un foglio tra le mani diretto alla stalla di Adolfo e Chiara, i due fratelli contadini alla cui vita si è ispirato. Così il sospirolese Antonio Tegner ha iniziato a condividere i racconti, custoditi nel suo animo sensibile, che tanti volevano leggere.

COME BALSAMO UN BUONGIORNO
Chi conosce Toni sa che parlargli è una boccata d’aria fresca, un balsamo per la vita. Toni fa del bene con un “buongiorno” solo o con lunghe chiacchierate al limitare del prato a Campaz, dove coltiva l’orto secondo i ritmi tranquilli della natura e più distesi anche per lui, ora nonno e pensionato.

UMILE NEL RAPPORTO CON L’AMBIENTE…
È un semplice, Toni, capace di stupirsi per cose che conosce da sempre: un sottobosco, l’acqua, un cespuglio di rose… elementi noti e ripetuti del paesaggio della sua infanzia vissuta con genitori e fratelli nel mondo rurale delle Masiere, sotto la Certosa di Vedana. La sua umiltà si esprime nel rapporto con la montagna, narrata col timore di appropriarsene: non descrive i giri fatti, non elenca salite e cime, appena le nomina, eppure conosce creste, valli e boschi.

… E CON GLI UOMINI
Con la stessa semplicità Toni racconta i personaggi incontrati tra i monti e tra i campi, accomunando la loro esperienza a quella di grandi come l’alpinista Hervè Bermasse, autore di “La montagna dentro”, un titolo che rispecchia il suo sentire. Colpisce il fatto che scrive le storie al presente, facendole rivivere insieme a lui senza gelosia alcuna: “Il fuoco mi fa compagnia, lo alimento con dei ciocchi di legno che ho trovato già pronti, lasciando due mele e un po’ di caffè per domani mattina…”

PICCOLE COSE e FORTI EMOZIONI
La sua è una scrittura piana, rassicurante, fatta di storie minori che parlano di natura, uomini e animali. Ricorrenti sono dei luoghi dove riposare, degli oggetti di poco valore (un ritrovato “rincio”, coltello a serramanico, la foto di una ragazza, una “bagolina”…) e il cibo, condiviso. Gli scritti di Toni rilasciano profumi, suoni e colori, riemersi dopo tanti anni: “…la vita mi sta concedendo un’ultima occasione, quella di tornare ai luoghi della mia infanzia e di questo le sono immensamente riconoscente”.
L’essenza del cirmolo e il profumo del caffè, il rumore della pioggia, la morbidezza dell’agnello affiorano dopo aver tolto “… il sottile velo che la mia memoria aveva steso per proteggere i miei piccoli ricordi giovanili”.

SCHERZI LETTERARI
Toni scrive sotto l’effetto di passione e fantasia, giocando con i protagonisti dei racconti: Bizabarrai, Bepi Malgaro, Mosè, Padre Guglielmo, Rampichino… lo stesso Toni diventa Amilcare, Marcus, Ingrid perfino…. Ma nel presentare personaggi e vicende avvisa che “… non sono totalmente inventati; qualcuno di loro nella solitudine e nel silenzio mi ha accompagnato in quanto la sensazione di essere veramente solo non l’ho mai avuta sinceramente.”

IN CERCA DI PACE
Sbagliato però pensare di immergersi in una lettura amena, con immagini letterarie da cartolina di montagna. Le storie di Toni denunciano la fragilità della natura e degli uomini, incapaci di trovare un equilibrio; anche Toni appare in bilico tra una serenità personale conquistata nel tempo e i rischi presenti ovunque di una vita triste, falsificata dall’avere e dall’apparire. Dai suoi paesaggi interiori emerge sempre qualcosa di rotto: un rudere, una vita spezzata, il silenzio squarciato da un aereo…

RIBELLE GENTILE
Toni non si rassegna a un progresso che toglie agli uomini i beni più preziosi – “la salvaguardia della natura è un principio sacrosanto” – non accetta un mondo fatto di “grandi opere, grandi progetti, grande distribuzione delle merci, grandi vie di comunicazione…”, dove le persone al posto “di costruire legami profondi e duraturi” abbracciano l’idea “che le amicizie si trovino più facilmente premendo un tasto.”

Non è l’unico a pensarla così, ma lo fa con rispetto e delicatezza, ed è questo che lo rende speciale.
Dietro le parole di questo libretto e sotto quel cappellaccio a falda lisa c’è qualcuno che con “ilarità, leggerezza e fantasia… intiepidisce il cuore”: così conclude il suo ultimo racconto questo Ribelle Gentile, “con la gioia nel cuore”.

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