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Alleghe Hockey

un amore... imbattibile

Alleghe Hockey

un amore... imbattibile

Ci stiamo pian piano lasciando alle spalle i mesi più freddi, ma la stagione è ancora valida – vista la neve non ancora sciolta sulle nostre montagne – per gli sport invernali, in particolare lo sci declinato nelle varie specialità. Ma c’è un altro sport adatto all’inverno di cui vorrei parlare: l’hockey su ghiaccio. Nell’ormai lontano 1975 ero completamente all’oscuro di come funzionava questa disciplina, ma una bella sera di gennaio un paio di amici mi propongono di salire ad Alleghe per vedere una partita; in programma c’è il derby con il Cortina.

Leggendo i giornali del lunedì per conoscere i risultati delle varie discipline, ricordo che davo un’occhiata anche alla pagina dedicata all’hockey e cercavo cosa avessero fatto il Cortina e l’Auronzo perché erano della nostra provincia. Dunque quella sera, Pietro Vieceli aveva organizzato un pullman che fu riempito in men che non si dica e fu così che per la prima volta salii ad Alleghe dove non ero mai stato. Entrando nel catino dell’allora Zunaia ancora scoperto, ma già ricolmo di gente, la meraviglia fu totale. La luce abbagliante dei riflettori, amplificata dal bianco riverbero del ghiaccio, sapeva tanto di magia; se poi aggiungiamo che durante tutto l’incontro ci fu una fitta nevicata, beh, per chi come me la viveva per la prima volta, è tutto dire. Devo ammettere che non immaginando dove andavo sono partito da casa non proprio attrezzato per l’occasione e piedi e mani ne risentirono parecchio.

Alla fine dell’incontro, seppur ai limiti del congelamento, risalii sul pullman con una sensazione di amore sportivo totale a prima vista, ma, invee che simpatizzare per il Cortina, il mio cuore – ormai era certo – batteva per i colori biancorossi della squadra di casa. Il fascino di quella casacca, dove campeggiavano le due inconfondibili stelle di Luxottica, mi aveva conquistato e, dopo 47 anni, nonostante i tanti sponsor che sono cambiati nel tempo, rimane sempre quel biancorosso che alla sua vista non mi stanca mai.

Nei primi dieci anni ho dato il mio apporto con il tifo; nell’85 ad Alleghe decidono che è ora di fermare quel soffio d’aria glaciale che scende dal Civetta dritto dritto a sferzare il viso degli spettatori, dotando lo stadio della copertura. Per permettere quei lavori la società decide di emigrare a Feltre dove, in occasione delle Universiadi, è stato realizzato uno stadio nuovo, che diventa subito la tana delle Civette dove tutti gli avversari a turno sono usciti con le ossa rotte, nessuna sconfitta. In quel frangente ho iniziato una collaborazione che dura tuttora: c’erano da distribuire i manifesti delle gare, poi sono nati tre punti di prevendita (Belluno, Bribano e S. Giustina) e altre cose di contorno.
In quegli anni i tifosi del Feltrino e di tutta la Valbelluna si organizzano in club e risalivano sistematicamente la 203 per raggiungere Alleghe ed era un vero spettacolo anche nelle coreografie sugli spalti. A dire il vero ci fu anche una specie di gemellaggio della squadra con l’U.S. Meano (stessi colori sociali), sugellata con una bella cena presso l’allora pizzeria Da Salvatore a Bribano.

Furono organizzate anche delle trasferte in particolare a Bolzano (l’odiata nemica di sempre), ma anche a Cortina, Asiago, Brunico, Ortisei, Merano, Milano ecc. Era l’epoca dove l’Alleghe (Davide) sfidava e affrontava a viso aperto qualsiasi avversario (Golia), tanto da metterli tutti in fila nell’indimenticata Alpenliga del ’92. In questi anni sono arrivati dei Tricolori, che riguardano la serie B dove ora milita la squadra, ma mai quello più importante. Tuttavia, la gente, che si era innamorata di questo fenomeno, uno scudetto speciale lo porta gelosamente nel cuore perché l’Alleghe sarà sempre la più forte.

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