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Alla scoperta della città di Feltre

I volontari raccontano origini antiche e patrimonio culturale della città

Alla scoperta della città di Feltre

I volontari raccontano origini antiche e patrimonio culturale della città

L’associazione culturale Il Fondaco per Feltre propone per quest’anno, sulle pagine de “Il Veses” una rassegna dei principali siti e palazzi di Feltre aperti alle visite turistiche. Saranno gli stessi luoghi, le cui aperture e visite saranno possibili grazie al progetto “Chiese e Palazzi aperti” che permette di conoscere meglio Feltre grazie alla disponibilità e alla preparazione dei suoi animatori culturali, tutti volontari.

Panoramica della città di Feltre

Prima di conoscere i siti, partiamo da una panoramica della città di Feltre, che vanta radici antiche: il suo nucleo “Oppidum” (castelliere), del quale scrisse lo storico Plinio il Vecchio, fu infatti edificato dai Reti, ceppo di Etruschi rifugiatosi sulle Alpi. Nel nome stesso della città, la radice “Fel” è la stessa dell’etrusca “Fel- sina” (Bologna).

Nel periodo romano, la città si stendeva lungo i corsi d’acqua che rendevano i suoi borghi ricchi di opifici per la lavorazione della lana, del legno e dei metalli. Il municipio romano aveva due importanti arterie di comunicazione: la via Claudia Augusta Altinate e l’Anasso (Piave). La tradizione dice che la città si convertì al cristianesimo nel primo secolo dopo Cristo per la predicazione di San Prosdocimo, discepolo di San Pietro. Oggi si tende a considerarla una leggenda; può essere però che le autorità preferissero non perseguitare la nuova religione per amore del quieto vivere e non fomentare ribellioni.

La via del Nord e i Longobardi

La via del Nord divenne una comoda via per i Barbari che premevano ai confini delle Alpi. Visigoti, Unni, Ostrogoti arrivarono, uccisero, saccheggiarono e andarono oltre. I Longobardi si fermarono, riadattarono le difese (statio, mansio, ecc.) della Claudia Augusta trasformandole in case-forti e castelli. Si dice che Alboino, uno dei loro re, avesse edificato il castello che ancor oggi caratterizza il profilo architettonico della cittadella. La famiglia longobarda Da Vidor costruì il santuario ai Santi Martiri Vittore e Corona e animò un gruppo di Feltrini alla prima crociata. I santi guerrieri, amati da questo popolo, Michele, Martino, Vittore, Giorgio, sono presenti nelle chiese e in molti casi sono raffigurati in groppa al loro cavallo. Di queste tracce culturali “va a caccia” il Fondaco e di molte altre che saranno man mano rivelate nel prossimo numero della rivista.