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Alla ricerca dei casati di Pullir

La nuova fatica di Remo Corona

Alla ricerca dei casati di Pullir

La nuova fatica di Remo Corona
Alla ricerca dei casati di Pullir

Ci sono persone che, rispetto ad altre, sono la memoria storica del “paese”, non tanto inteso come la nostra bella Italia, ma piuttosto nel significato che comprende contrade, casate, cortili e i più piccoli e ciechi vicoli della nostra montagna. Tra le voci autorevoli, pronte a dispensare aneddoti e storie locali, sicuramente una che spicca nella comunità cesiolina è quella di Remo Corona.

Al paese nel quale vive tuttora, Pullir di Cesiomaggiore, ha sempre dato tanto, dedicando anche una pubblicazione “alla sua gente”. Nei primi anni Settanta è stato presidente del Comitato festeggiamenti e, a seguire, è stato nominato presidente dell’U.S. Pullir, dando avvio all’attività giovanile, ma anche alla costruzione del primo campo sportivo del comune di Cesiomaggiore in località Musil.

L’amore per il calcio era nelle sue vene, tanto quanto lo è oggi quello per il mondo delle api, e negli stessi anni è stato anche arbitro di calcio per la sezione di Feltre del centro sportivo italiano. Dal 1975 al 1980 Corona si è dedicato alla vita amministrativa, ricoprendo il ruolo di assessore e consigliere nell’amministrazione di Gianfranco Sanvido.

Nel 2008, insieme ad un gruppo di amici e pionieri della rinascita dell’apicoltura in Valbelluna, ha fondato l’associazione l’ApeRina, di cui è tutt’oggi presidente. Questa attività volontaristica dal 2013 organizza la festa del miele in Val Canzoi e, al museo di Seravella, ha ideato un apiario didattico all’aperto visitabile tutto l’anno, che coinvolge appassionati e giovani studenti. Da alcuni anni Remo si è impegnato anche in un altro campo: la coltivazione dello zafferano delle Dolomiti. Un uomo poliedrico che, alla sua importante età, non smette mai di cercare, inseguire, incuriosirsi, ma soprattutto di creare comunità.

L’ultima – ma solo per adesso – iniziativa di Corona è legata ancora una volta alla storia locale del borgo dove è nato e cresciuto, il suo Pullir.

«Nella frazione, sul finire del secolo scorso, stando ai documenti ritrovati e risalenti al 1984, c‘erano 85 famiglie con un totale di 230 abitanti», spiega Remo. «Molte famiglie avevano dei soprannomi, derivati dal passato, per distinguere quelle con lo stesso cognome. Erano in uso anche in altri paesi dei soprannomi, ma a Pullir, proprio per la grande quantità di persone, erano più numerosi e funzionali che altrove. Questo è stato l’input che mi ha spinto a rintracciare con una ricerca 12 nomi di casati, che traggono origine dai soprannomi di un tempo che ora non si usano più».

Grazie ad una ricostruzione storica attuata anche con la ricostruzione dei famigliari delle generazioni successive, è stato possibile risalire all’origine dei soprannomi. «Alcuni rimangono ancora un mistero, ma la ricerca continua con altri casati del paese!», sottolinea Corona.

Questi i casati sinora censiti: Boschi, Casazza, Disioi, Futaiet, Mondi, Medhanot, Nanon, Pierata, Piavatoi,Pelegrin, Signori, Titot.

Per celebrare questa ricerca storica sono state consegnate, ai discendenti dei casati, delle stampe con foto e descrizione delle famiglie con i loro suggestivi soprannomi, realizzate e volute dallo stesso Corona. «È stato bello festeggiare insieme attorno ad un tavolo questa ricerca storica. A Dorgnan ci siamo riuniti per un pranzo conviviale che ha riavvicinato anche molte persone che non si vedevano da tempo. Sono molto felice per la partecipazione: erano presenti gran parte degli attuali abitanti di Pullir e altri ex paesani, ora residenti altrove, provenienti da Milano, Vicenza, Pieve di Soligo, dal Feltrino e dintorni».

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