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Alessandro Padovani

finalista del premio Calvino

Alessandro Padovani

finalista del premio Calvino
Padovani assieme a Nicola Sarcinelli, regista del corto "Ape Regina"

Raccontare una storia, darle forma, inventare una trama, scrivere dialoghi, suscitare emozioni, creare suspence, questo è il mestiere del narratore.
Alessandro Padovani si occupa proprio di ciò e, per di più, in uno specifico campo, quello della sceneggiatura. Si è diplomato, infatti, in tale materia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, assecondando una passione mostrata fin dai tempi del liceo a Feltre. Realizzatore, anche in veste di regista, di numerosi cortometraggi, alcuni dei quali selezionati per partecipare a festival del cinema riconosciuti, come quello di Cannes, altri premiati, come ad esempio “Ape Regina” prodotto da Wildside e “Una storia per Emergency”, con la regia di Nicola Sorcinelli.
In questo periodo di blocco delle attività, il regista si è dato invece ad una sua antica passione, il racconto breve.
Partecipando, infatti, alla seconda edizione del Premio Italo Calvino per racconti brevi, evento creato in collaborazione con Book Pride e Il Sole 24 Ore, Alessandro è riuscito ad arrivare in finale e, anche se non è stato premiato come vincitore, ha dimostrato, ancora una volta, il suo valore di narratore.
Lo abbiamo contattato per raccontarci di questa nuova “avventura”.

Come mai hai deciso di partecipare a questo evento?
Ho deciso di parteciparvi dato che, in questo periodo, tutto l’ambito cinematografico è bloccato e le opportunità di lavorare a qualche progetto sono perciò ridotte ai minimi termini. Cosi, sono potuto tornare alla vecchia, ma mai sopita, passione del racconto breve che mi permettesse, per di più, di lavorarci tranquillamente da casa.

Conoscevi già il Premio Calvino?
Assolutamente! Amo molto alcuni libri che hanno vinto questo premio (quest’anno si è arrivati alla 33ª edizione, n.d.r.) e, date le circostanze, ho colto l’opportunità per mandare il mio racconto.

Mi sembra di capire che apprezzi molto la forma del racconto breve.
Si, è una formula che mi piace moltissimo! Credo sia molto più difficile di altre, ma, al tempo stesso, più entusiasmante. Altresì, ho letto tanti di questi racconti e gli autori che mi hanno più colpito sono, oltre a Italo Calvino, Luigi Malerba e Ricardo Salmón, grandi narratori di favole.

Ci racconti della tua opera?
Il mio racconto, intitolato “Parole al vento”, vede due soggetti protagonisti: un anziano ed un giovane ragazzo di 11 anni. Il primo, recandosi sul terrazzo del proprio palazzo, lancia delle reti, così da poter acchiappare le parole che si sono perse nell’aria, un’immagine, questa, che mi piace molto; il secondo sta cercando le ultime parole di suo papà e, venendo a conoscenza del vecchio, giunge presso di lui per vedere se l’anziano riesce ad acciuffarle. Tutta la narrazione si sviluppa, perciò, sulle peripezie dei due personaggi, verso il risultato atteso dal ragazzo.

Un racconto in cui, davvero, le parole hanno un ruolo importante. Verrà pubblicato?
In teoria ogni racconto avrà un proprio editore, ma nulla è ancora delineato.

Ringraziamo Alessandro per la disponibilità e, in attesa di leggere il suo lavoro, gli auguriamo il meglio per il suo futuro.

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