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Alessandro Padovani

Premio Solinas per la miglior sceneggiatura

Alessandro Padovani

Premio Solinas per la miglior sceneggiatura

Il pedavenese Alessandro Padovani vince a Roma il Premio Solinas “Miglior Sceneggiatura” con “Latte”, una storia sulle balie feltrine scritta a quattro mani con l’amico e collega toscano Lorenzo Bagnatori. “Latte” aveva vinto anche il “Miglior Soggetto” nella prima fase a settembre, dopo essere stato selezionato tra quasi 500 progetti, bissando la vittoria come soltanto pochi progetti sono riusciti nella intera storia del Premio. I due autori in quaranta giorni hanno poi dovuto scrivere la sceneggiatura, che è stata valutata da una seconda giuria di professionisti e personalità dello spettacolo.

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Alessandro Padovani

Il Solinas è il più importante premio di sceneggiatura italiano, che negli anni ha visto vincere i più importanti sceneggiatori e registi italiani, come Sorrentino, Mazzacurati, Contarello, Pettenello. Alessandro era già stato finalista due volte: la prima con “Saudade”, ispirato alla storia di Alex Schwazer, la seconda con “La Santa Contadina”, scritto ancora insieme a Bagnatori, vincitore del Premio Sbarigia per il miglior personaggio femminile.

L’ispirazione per “Latte” è arrivata dalla storia della bisnonna di Alessandro, Angela Bertelle, balia da latte bellunese. «Ho subito trovato qualcosa che mi emozionava nel profondo in questa storia», rivela Padovani, «così ho coinvolto il mio amico e collaboratore Lorenzo, che aveva avuto un figlio da poco. Abbiamo iniziato a fare lunghe ricerche sulle balie, aiutati soprattutto dall’antropologa Daniela Perco, massima esperta di balie e fondatrice del Museo Etnografico delle Dolomiti. Anche per la sceneggiatura sono state fondamentali le ricerche nell’archivio e nei veri luoghi, come la Chiesa di San Mamante, dove andavano in pellegrinaggio molte donne a chiedere il latte».

Ora, dopo la seconda vittoria al Premio Solinas, il prossimo passo è di vederlo sullo schermo. «Sicuramente il premio ci aiuterà a potere realizzare questo film. Non mi aspettavo che così tante persone si emozionassero con questa storia. Sono orgoglioso di portare un piccolo pezzo di storia della mia famiglia e del bellunese all’attenzione del cinema italiano».

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