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Aldo Villabruna

tra scavi e sociale, il Premio "San Martino"

Aldo Villabruna

tra scavi e sociale, il Premio "San Martino"

L’11 novembre, al Teatro comunale di Belluno, il sindaco Jacopo Massaro ha consegnato il premio “San Martino” ad Aldo, Villabruna, classe 1950, nato a Feltre da Francesco, falegname all’Ospedale di Feltre, e Luciana, casalinga impegnata a crescere ben sei figli (fra cui due coppie di gemelli) di cui Aldo è il terzogenito. Bambino intelligente e curioso, sotto lo stimolo del maestro Mochiut delle scuole “Vittorino da Feltre”, comincia a girare il mondo andando in bicicletta sul Miesna alla ricerca di grotte da esplorare, sperando di trovare l’Ursus Speleus…

Da ragazzo diventa caposquadriglia scout dei Castori e poi capobranco dei bambini, i Lupetti, presso il Gruppo Feltre I, dove impara a cavarsela nell’ambiente naturale. Frequenta l’Istituto “Rizzarda” di Feltre per diventare elettricista, fa la “naja” come Alpino a Belluno e poi si fa mandare dalla Gte in Iran con la famiglia (dal matrimonio, del 1972 a Pez con Donatella Prade, erano nate due figlie) dove lavorerà all’installazione e collaudo di centrali telefoniche dal 1976 al 1979. Sfuggito alla rivoluzione khomeinista, va tre anni a Montevideo in Uruguay, dove collaborerà con l’Amb e, al ritorno, si stabilirà a Belluno come tecnico del reparto di Ingegneria Clinica fino al pensionamento nel 2007.

Con l’amico Carlo Mondini gira la provincia a caccia di insediamenti preistorici, allora misconosciuti: partecipa agli scavi 1984/87 sul Monte Avena che porteranno alla luce reperti della più antica frequentazione stagionale umana della provincia nel Paleolitico Medio e Superiore (circa 30 mila anni fa).

Nel 1987 scopre la sepoltura di un cacciatore risalente a circa 12 mila anni fa, al periodo Epigravettiano: i “Ripari Villabruna” in Val Rosna a Sovramonte. Nel periodo 1999-2009 partecipa allo scavo preistorico al Col del Buson, in Val dell’Ardo, abitato dal neolitico all’età del rame (6300-4000 anni fa circa).

Nel 2000/01 collabora col gruppo Archestorico Cesiolino a ricerche sul campo, al Col Praoi, ed alla redazione del capitolo sulle “Tracce dell’età preistorica nel territorio di Cesiomaggiore” del volume “Cesiomaggiore, identità e storia di una comunità locale” edito nel 2002 dal Comune di Cesiomaggiore. Fra le numerose pubblicazioni si ricorda “La Preistoria nella Provincia di Belluno” del 1988, primo testo divulgativo per le scuole della provincia.

Lavorando in Ospedale, Villabruna era venuto a contatto con dei sanitari, che si occupavano di avviare un ospedale a Wamba, in Kenya: inizia a collaborare con loro e nel 1996 compie il primo di 35 viaggi in India per portare, installare e riparare strutture sanitarie, ma anche per organizzare scuole e avviare, tramite il microcredito, attività economiche, specie per le donne fuori casta.

Nel periodo 2002/05 si reca all’ospedale di Wamba, nel 2009 in Camerun e a Brazzaville nel Congo per portare attrezzature all’ospedale per Pigmei gestito dalle Suore Francescane; poi in Tanzania e di nuovo a Brazzaville per installare un impianto fotovoltaico. Negli anni seguenti sempre in Camerun, per installare una maternità, poi Congo, Tanzania, Repubblica Centrafricana, Burundi e Guinea Bissau, dove ha installato un impianto radiologico.

E fra un intervento e l’altro? La famiglia, organizzare la prossima spedizione, riparare materiale da spedire e studiare oggetti, attrezzi e opere d’arte delle culture di cui è ricco il mondo.

Nel 2014 la Provincia bellunese lo insignisce, assieme a Mondini, del Pelmo d’Oro per la cultura Alpina; ora il Comune di Belluno del “S. Martino” in quanto “persona attenta ad osservare il mondo in modo mai indifferente e ad agire in modo pratico, mettendo a frutto i propri talenti, per la promozione della dignità umana sotto l’aspetto economico, sociale e anche culturale”.

Forse lui direbbe: “Ho semplicemente fatto e distribuito tanti pezzetti del mio mantello”.

A noi piace pensare che, seguendo le indicazioni ricevute da ragazzo, abbia cercato e cerchi ancora di lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo ha trovato.

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