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Alda Tallo

quasi un secolo di allegria

Alda Tallo

quasi un secolo di allegria

Se mi chiedono qual è il mio segreto rispondo sempre: cantare, ridere, ballare e fare all’amore!» Poi scoppia in una sonora risata.
Alda Tallo ha appena festeggiato i suoi 95 anni circondata da tante persone con le quali, grazie alla sua simpatia, ha instaurato un rapporto di amicizia e di sincero affetto. Seconda di cinque fratelli è nata a Bourgoin, in Francia dove il padre trichianese aveva seguito i genitori lì emigrati in cerca di lavoro e conosciuto la madre, di origini toscane.

«Quando avevo sette anni siamo rientrati in Italia su insistenza dei miei nonni. Abitavamo in una casa piccolissima, mio padre faceva lavori saltuari e di quel periodo ricordo bene la miseria, il freddo e la fame. Durante gli anni della guerra, io e mia sorella maggiore eravamo a lavorare a Milano presso la stessa famiglia. Quando siamo partite io avevo 12 anni, lei 14. Durante i bombardamenti fuggivamo nei rifugi antiaerei ed è stato qui che mia sorella ha conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito, un parente del politico Fanfani.»

Ritornata a Trichiana a 18 anni, Alda va a lavorare da una donna la cui figlia era in Svizzera, impiegata presso una buona famiglia. Annamaria, questo il nome della ragazza, le promette che, se si fosse occupata della madre fino al suo rientro, le avrebbe lasciato il suo posto.

«Andare in Svizzera è stata la mia fortuna. La famiglia era benestante e mi trattava bene ed inoltre lì ho conosciuto mio marito, originario di Recoaro Terme, che faceva il panettiere e pasticciere. Nel 1959 è nato il nostro unico figlio, Frederik, il quale nello stato elvetico ha conosciuto sua moglie e dopo il matrimonio la ha seguita nel suo Paese natale, il Canada. Nel 1990 io e mio marito siamo rientrati in Italia, anche se io non ero entusiasta della cosa. Lui sarebbe dovuto andare in pensione ad aprile, ma il 16 marzo è morto improvvisamente, lasciandomi da sola in un paese in cui praticamente non conoscevo nessuno. Per fortuna sono sempre stata una persona positiva e non ho faticato a fare amicizia.»

Alda ha sempre il sorriso sulle labbra. Intervalla la nostra chiacchierata con canzoni in francese della sua infanzia che ricorda perfettamente.

«Nonostante abbia attraversato momenti difficili ritengo che davvero la vita sia una cosa meravigliosa che mi ha dato tanto! In Canada ho due nipoti, uno dei quali mi ha reso bisnonna e il mio cruccio è non aver ancora potuto abbracciare la piccola Jeannette. A causa del Covid negli ultimi due anni non sono potuta andare in Quebec dove solitamente trascorro le vacanze di Natale con mio figlio e la sua famiglia!»

Lei nota il mio stupore. «Lì in inverno la temperatura arriva anche a meno 40 e l’altezza della neve può raggiungere i quattro metri.
Ma io adoro il freddo, mi ci trovo a mio agio! Cambio due o tre aerei per arrivare, ma per me non è un problema!»

L’energia e la vitalità di questa donna sono sorprendenti tanto quanto la sua lucidissima memoria che le permette di ricordare perfettamente nomi di persone, di paesi, di strade e fatti accaduti molti anni fa. «Quando ero a Milano dopo quella per i tedeschi c’è stata anche la paura per gli americani che molto spesso erano ubriachi. Una sera la signora presso cui lavoravo mi mandò a fare una consegna e al ritorno venni presa da un soldato americano, trascinata dietro un cespuglio e gettata a terra. Con una scusa riuscii a convincerlo a farmi salire a casa dove la padrona mi disse di assecondarlo e condurlo nella zona dove c’era il comando degli alleati. Lì i suoi superiori capirono la situazione, vedendo lui alterato e me in lacrime e mi salvarono. Un altro fatto che ricordo bene accadde a Losanna. Oltre al mio lavoro avevo anche l’incarico di accudire i gatti di una famosa attrice, Germaine Lefebvre detta “Capucine”, in sua assenza. Arrivai un giorno e trovai la porta scassinata, gli armadi vuoti e un sacco di valige in corridoio pronte per essere caricate su un furgone che attendeva all’ingresso. Chiamai i gendarmi e riuscii a sventare la rapina. I gatti scapparono ma per fortuna furono ritrovati tutti!»

Solleva in aria il bicchiere di vino che sospetto possa essere annoverato di diritto tra i segreti che mi ha elencato all’inizio. «La vita è bella!» E ride…

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