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Alberto Barp

Mestro internazionale di scacchi

Alberto Barp

Mestro internazionale di scacchi
Alberto Barp

Alla tenera età di cinque anni Alberto Barp, oggi Maestro Internazionale, si è avvicinato al complesso gioco degli scacchi imparando le prime mosse dal nonno e dal papà. Ha poi seguito la sua formazione al Circolo Bellunese di Trichiana e, partecipando a numerosi tornei, è arrivato al prestigioso titolo nel 2020 a soli 21 anni.

Pur essendo impegnato nella preparazione della tesi, ultimo passo o, per meglio dire, “l’ultima mossa” per fare scacco matto e conseguire la laurea magistrale in International Management presso la facoltà di Economia di Trento, non perde occasione di allenarsi e partecipare almeno ad un torneo al mese.

Ora il suo obiettivo è raggiungere il prestigioso traguardo di Grande Maestro, che aprirebbe le porte verso la Nazionale.

Ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con lui e mi è piaciuto incontrare una gioventù genuina, semplice, concentrata nel futuro e piena di entusiasmo. Un vero esempio a cui guardare e fare riferimento.

Ho iniziato il mio colloquio chiedendo quali sono le doti necessarie per imparare questa disciplina e cosa gli ha insegnato il suo percorso.

Mi ha risposto che concentrazione, pazienza e saper valutare le situazioni senza farsi prendere dalla fretta di dare una risposta, sono le doti principali da apprendere. Sapere che ogni pezzo ha un suo modo di muoversi nella scacchiera chiede riflessione e immaginazione per studiare con attenzione le mosse da fare. Cercare di capire l’avversario e prevedere le sue possibili azioni.

Un grande insegnamento viene dal comprendere che ci vuole del tempo per risolvere un problema, che si devono valutare le diverse possibilità e che le soluzioni sono infinite.
E poi il gioco degli scacchi lo ha aiutato nella socializzazione. Incontrare altri ragazzi con lo stesso interesse, confrontarsi nella gara e poi godere della reciproca compagnia come amici.
Allora ho chiesto se gioca ancora con il papà e mi ha risposto che qualche volta giocano ancora insieme, ma che soprattutto tra loro c’è un dialogo sempre vivace sulle varie situazioni e un bel confronto su come si affronterebbero le diverse sfide.

E la mamma? Anche lei sa giocare? Quale è stato il suo ruolo nella sua crescita da campione? Mi è piaciuta tanto la sua risposta: «Mamma non gioca molto, ma è sempre stata un sostegno emotivo. Mi ha insegnato a gestire la sconfitta».

Così abbiamo terminato la nostra chiacchierata filosofeggiando sul valore della sconfitta. «Bisogna vederla come uno stimolo a far nascere nuove idee e grazie all’ insegnamento in essa racchiuso, fiorire più forti e maturi di prima», è il suo pensiero. Una vera scuola di vita.

Saprà sicuramente fare con successo tutte le mosse giuste per risplendere in ogni campo e noi glielo auguriamo di cuore.

DOPPIETTA AZZURRA IN GERMANIA
Un recente successo ha visto protagonista in trasferta il nostro Alberto Barp, insieme a un altro campione italiano, Lorenzo Lodici di Brescia. Una doppietta azzurra quella registrata nel febbraio scorso in Germania, alla classica North-West Cup, che si è disputata a Bad Zwischenahn, in Bassa Sassonia, nei pressi di Brema.

Il torneo è stato vinto da Barp, che era decimo del tabellone, mentre secondo è arrivato Lodici, secondo anche nel ranking di partenza. Entrambi gli azzurri hanno fatto totalizzare 6 punti su 7, ma Barp ha prevalso per mezzo punto di Buchholz (metodo di spareggio utilizzato nei tornei di scacchi). Per Barp si tratta del secondo trofeo vinto quest’anno, dopo quello di Torino, a inizio gennaio. Quest’ultimo torneo ha visto la partecipazione di oltre 150 giocatori provenienti da ogni nazione.

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31/05/2024

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