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Albero di Città

le sue diverse funzioni

Albero di Città

le sue diverse funzioni

Tarchiati, con l’istinto alla sfida portato al grado estremo, Don Camillo e Peppone sfiatano allo stremo delle forze. L’inquadratura, parallela ai personaggi, riprende le bici che sfilano davanti al lungo viale alberato che delimita il canale di irrigazione. La sfida si fa su tre dimensioni: lungo la strada, nel largo della carreggiata dove le bici sono appaiate e in alto, a seguire l’alberatura che disegna curve e tracciato con molto anticipo.

Carpini bianchi al Parco di Bribano
Albero di Città

Il verde urbano, ossia quegli alberi che nelle città e nelle campagne accompagnano il percorso degli uomini, sta tutto in quest’immagine. È un’idea moderna quella di alberi all’interno del tessuto antropico: anticamente la città, murata e fortificata, permetteva in spazi angusti qualche giardino officinale e al massimo qualche orto.

Tigli al Parco di Bribano
Albero di Città

Poi, con la rivoluzione edilizia di metà Ottocento, le città cambiano funzione e configurazione e cominciano ad arrivare viali e giardini alberati destinati al pubblico. L’alberatura non è più decorativa, come nei parchi privati delle ville gentilizie, ma diventa funzionale ai nuovi spazi e a chi li abita. Gli alberi dei boulevard sono alti ed ombrosi per dare conforto estivo agli edifici, ai passanti e alle carrozze che sotto vi transitano. Nei giardini di oggi diventano il polmone verde delle nostre città cementificate senza scampo, accrescendone la qualità della vita con l’abbattimento delle polveri, l’assorbimento di anidride carbonica, permettendo la sosta di uccelli e insetti, regalando fioriture e in qualche caso frutti. Molti degli alberi delle nostre città hanno un grandissimo valore storico e naturalistico perché sono i testimoni di un’epoca passata che si riverbera nel presente. Piantandoli oggi, ci vorrebbero molti più anni perché diventino alti e rigogliosi come sono, perché il contesto nel quale ci troviamo è completamente diverso.

Platani in Piazza del Casello a Salzan
Albero di Città

Urtati da auto e spartineve, piantati in assolatissimi parcheggi privi di irrigazione e circondati da cemento che rende il terreno impermeabile, gli alberi urbani oggi vivono in difficoltà estrema, anche perché vengono spesso piantati seguendo criteri estetico pratici più che le loro caratteristiche fitopatologiche. Ogni specie, infatti, ha una sua storia legata al territorio: entrando a Santa Giustina si percorre viale dei Tigli, dove alberi altissimi piantati ad inizio Novecento segnalano oggi quello che cento anni fa era il nuovo accesso alla città.

Alberi del Genere Prunus a S. Giustina
Albero di Città

In molti dei nostri parchi regnano magnifici platani, albero arrivato due secoli fa portato da Napoleone e sempre apprezzato per l’ombra e le fronde esteticamente piacevoli. Cosa rappresenti per l’uomo il verde urbano ce lo raccontano efficacemente due (grandi) scrittori. Albert Camus nel 1947 ambienta il suo “La peste” in un paese senz’alberi e senza giardini, in cui ci si accorge delle stagioni solo dai fiori che arrivano al mercato da fuori città. Una città desolata e desolante, dove tutto è cemento e calura, e dove scoppia una devastante epidemia di peste. Dieci anni dopo Italo Calvino, in quel suo incredibile libro dedicato agli alberi, ci regala tra le molte immagini quella poetica, familiare, irriverente di una bambina che cantando si dondola sull’altalena appesa ad una magnolia. La vita che canta contro un marciapiede assolato.

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