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Alberi esotici bellunesi

I monumenti verdi

Alberi esotici bellunesi

I monumenti verdi

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li alberi monumentali, oltre ad essere straordinarie ricchezze naturali, racchiudono un mistero, una memoria del passato. Il loro pregio, quindi, non deriva solamente dalla maestosità o dalla longevità, ma anche dalle loro storie espressione di vita e di saggezza.

Anacleto ed io rimaniamo incantati davanti alla maestosa bellezza di un autentico gigante: la sequoia di Faè. Come dimensioni le sequoie non sono seconde a nessun altro albero, potendo raggiungere nell’ambiente di origine, l’America del Nord, altezze oltre i 100 metri e superare i 2000 anni. Quella di Faè è una sequoia gigante dalla circonferenza di 5,6 metri, alta 32 metri e dall’età presunta di 160 anni. Proviene dall’America del Nord ed è stata messa a dimora nel giardino di villa Protti alla metà dell’800. Potrebbe essere ancora più alta, ma un fulmine ha decapitato la sua cima accorciandola di una decina di metri. 

Il suo valore storico e culturale è legato per sempre al 9 ottobre del 1963 quando il monte Toc, franando nel lago artificiale del Vajont, ha formato un’onda gigantesca che, schizzando oltre la diga, ha travolto un intero paese. Osservando il suo tronco si può notare una grande ferita, uno squarcio presente sulla corteccia fino all’altezza di 5 metri. L’ondata distruttrice ha trascinato sassi, tronchi, mattoni che si sono abbattuti sulla sequoia senza riuscire ad abbatterla.

L’albero è riuscito a guarire e la ferita è tuttora visibile, un grido lacerante, testimone perenne della tragedia provocata dalla frana del Vajont. Nei pressi sono presenti i resti delle fondamenta della villa padronale, distrutta dall’ondata e la cappella ricostruita per volontà dei superstiti.

Ci spostiamo alla villa San Pellegrino, a circa due chilometri a sud di Belluno, e già dalla strada possiamo scorgere Sua Altezza l’Albero dei Tulipani. 

L’alberone, come è sempre stato chiamato dai bambini della villa, è un liriodendron tulipifera originario del Nord America dalla presunta età di 150 anni, trapiantato come albero ornamentale. Man mano che cresceva, superava in altezza tutti gli altri alberi e la gente del luogo imparava ad apprezzare l’armonia delle sue forme, i fiori color giallo arancio curiosamente simili ad un tulipano ed i bellissimi colori autunnali, tanto che in America viene chiamato pioppo giallo. 

In un quadretto della famiglia lo si scorge fare capolino sopra il tetto della casa e al centro del giardino si nota un bambino che gioca con il cerchio. Altri non era che il papà dello scrittore Dino Buzzati. 

Per anni Dino bambino ha giocato sotto la chioma dell’alberone e da adulto l’ha dipinto e gli ha dedicato il suo ultimo commovente elzeviro comparso nel Corriere della Sera: «Dietro la vecchia casa di campagna, era già immenso e antico, quando io comparvi piccolo bambino. (…) Poi molti anni son passati, io oramai con i capelli bianchi, e lui niente. (…) La grande ombra gira lentamente sul prato, sul tetto della casa, sul prato ancora, all’ultimo tramonto allungandosi fino laggiù al fienile. E io povero diavolo

È significativo che proprio nel 2022, a cinquant’anni dalla morte dello scrittore, finalmente venga riconosciuta la monumentalità del liriodendro di villa San Pellegrino. Infatti, con decreto del 26 luglio scorso, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha aggiornato l’elenco degli alberi monumentali d’Italia e, fra questi, 11 localizzati nel territorio bellunese.

A Baldenich, alla Villa Da Pian, possiamo osservare uno splendido Ginkgo Biloba. Il ginko è una delle piante più antiche presenti al mondo, tanto da meritarsi il nome di “fossile vivente”: esistono prove della sua esistenza risalenti fino a 200 milioni di anni fa, con ritrovamenti in Europa e Nord America antecedenti all’era glaciale. La sua origine, tuttavia, pare sia in Cina. È una pianta arborea che raggiunge un’altezza di 30–40 m, con una chioma piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. La corteccia è liscia e di color argento nelle piante giovani, diventa di colore grigio-brunastro fino a marrone scuro e di tessitura fessurata negli esemplari maturi. Le foglie in autunno assumono una colorazione giallo vivo molto decorativa, dalla forma tipica a ventaglio.

Ci viene la voglia di sedersi sotto una di queste tre meraviglie, in silenzio, con la sensazione di avvertire una rassicurante tenerezza.

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