Fino a qualche tempo fa la produzione di noci ad Arson era copiosa e riconosciuta di ottima qualità. C’era il “marcante” che le acquistava dai produttori del posto e le avviava tutte insieme al mercato all’ingrosso. Negli anni in cui frequentavo la scuola elementare, ad ottobre gran parte degli alunni aveva le mani scure macchiate dai “malut” e all’epoca ci sembrava strano chi le aveva pulite!
Prima di conferire le noci andavano cernite per togliere quelle col “bus” che si riconoscevano perché più leggere delle altre. Durante la cernita mio marito, allora ragazzino, pensò bene di inserire all’interno della noce, al posto del “ghito”, un foglietto minuziosamente scritto e ripiegato con il suo nome, cognome e indirizzo.
Richiuse ben bene con la colla e via con le altre… Dopo alcuni mesi arriva una lettera da Sorrento: era successo che una donna del posto, cui il grossista aveva dato le noci da sgusciare per ricavare i gherigli, aveva trovato il biglietto, e il commerciante proponeva di acquistare direttamente senza passare per intermediari; non se ne fece nulla per diversi motivi tra i quali la giovanissima età del destinatario della lettera.