800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Aktion T4 nella giornata della memoria

una mostra curata dall’ANPI per ricordare le persone con disabilità vittime dell’eccidio

Aktion T4 nella giornata della memoria

una mostra curata dall’ANPI per ricordare le persone con disabilità vittime dell’eccidio

Per celebrare la Giornata della Memoria la sezione ANPI della sinistra Piave bellunese “la Spàsema” ha promosso una mostra al palazzo delle Contesse di Mel basata su 31 pannelli foto descrittivi su Aktion T4, ovvero il programma nazista di sterminio di tutti i portatori di una qualche forma di disabilità. L’evento, svolto in collaborazione con Isbrec e associazione Bella Ciao di Quarto d’Altino (proprietaria dei pannelli), ha goduto del patrocinio del Comune di Borgo Valbelluna. L’inaugurazione è avvenuta sabato 28 gennaio con la relazione del Prof. Fabrizio Ferrari, già docente di sociologia del lavoro nelle Università di Padova e Varsavia, e Presidente nazionale di ANFFAS, mentre la mostra è rimasta aperta al pubblico domenica 30 gennaio e nel successivo weekend con la visita infrasettimanale delle scuole medie di Mel.

Il programma nazista di sterminio dei disabili è stato anticipatore, per come si è svolto, di quello degli ebrei e di tutte le altre categorie coinvolte (zingari, omosessuali, oppositori politici, Testimoni di Geova…) e ha provocato almeno 300.000 morti.

Partendo dalle basi scientifiche dell’eugenetica e del darwinismo sociale, il regime nazista, attraverso le distorsioni di queste, arrivò a teorizzare l’eliminazione di quelle che definì arbitrariamente le “vite indegne di essere vissute”: il Paese per eccellenza della razza ariana, quella dell’uomo perfetto, non poteva tollerare la presenza di esseri “difettosi”, tant’è vero che già nel luglio del 1933 si cominciò già con numerose sterilizzazioni coatte, cosa che già avveniva in altre nazioni, ma mai raggiungendo i numeri della Germania hitleriana (in 12 anni 410.000 persone!).

Un’altra ragione, molto propagandata a tutta la nazione, consisteva nel far notare gli elevati costi che lo Stato, quindi i contribuenti, dovevano sostenere per mantenere queste “inutili bocche da sfamare”, inutili perché improduttive.
Di qui la preparazione delle coscienze popolari verso una “eutanasia pietosa” come soluzione. Si cominciò con i tagli a ospedali e a tutti i tipi di spese mediche per questi “malati”, per arrivare ad attuare, una volta iniziata la guerra, quindi nel 1939, le uccisioni dei bambini definendole impropriamente “eutanasia” in quanto questa prevede il consenso della persona coinvolta (dei genitori se minorenne), cosa mai avvenuta!

I bambini morivano di inedia, ma i metodi più usati furono con l’uso di appositi farmaci, e con l’uso del gas, specialmente nel caso degli adulti, il vero e proprio programma “Aktion T4”, partito qualche mese dopo. I disabili venivano stipati nei pullman e dopo lunghi viaggi in condizioni penose arrivavano in uno dei sei appositi centri di morte (Grafeneck; Brandeburgo; Bernburg; Hartheim; Hadamar; Sonnenstein) spacciati per centri di cura. Qui venivano spoliati di ogni loro avere (mai restituito alle famiglie!), anche di eventuali denti d’oro, e mandati in gruppo a fare la doccia, in realtà una camera a gas mortale.

Nonostante la totale segretezza del programma qualcosa si venne a sapere causando qualche contestazione. Ma l’unico vero oppositore a queste uccisioni fu il vescovo di Munster Von Galen con le sue forti prediche. Nell’agosto 1941 Hitler ordinò la sospensione del programma di eutanasia, in realtà però esso continuò in maniera più subdola e selvaggia: ora i medici e gli infermieri di tutti gli istituti psichiatrici tedeschi si recavano direttamente nei campi di concentramento (Aktion 14 F 13) e nei manicomi imponendo diete ferree che portavano alla morte per fame o comunque a una debolezza tale da far sopraggiungere malattie ed infezioni. Il numero delle vittime crebbe di gran lunga.

Solo i capi organizzatori del programma Aktion T4 furono riconosciuti colpevoli di crimini contro l’umanità, mentre i medici, le infermiere e le ostetriche che praticarono le uccisioni furono condannati a pene molto lievi, ma alla fine molti non subirono nessuna condanna. Furono compiuti anche numerosi esperimenti bestiali, anticipando anche qui quelli che avverranno poi nei campi di concentramento, per lo più sadiche ed inutili “vivisezioni umane”.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.