Nei prossimi anni sarà ancora interessante coltivare in montagna? O è tempo di cambiare rotta? Esageriamo, naturalmente, ma in un’epoca in cui tutto corre veloce – social, intelligenza artificiale, globalizzazione – parlare di agricoltura di montagna può sembrare quasi anacronistico. Eppure, sono proprio i dati a riportarci con i piedi per terra: in provincia di Belluno, a fine 2024, restano attive 1.795 imprese nel settore agricolo, ma 132 in meno rispetto all’anno precedente. Un calo preoccupante? Forse.
Ma anche un segnale per ripensare l’agricoltura, non come attività isolata, ma come ecosistema multifunzionale, aperto al turismo, alla formazione e – perché no – alla comunicazione digitale.
I giovani torneranno davvero alla terra? Oppure è solo una moda? È la storia di Simone Bazzali – alias Il Contadino Simo, volto simbolo (per molti) dell’agricoltura 2.0, a raccontarci di un nuovo approccio in cui i social non sono solo vetrina, ma strumento per imparare, creare rete e attrarre visitatori. Un equilibrio tra digitale e realtà che può ispirare altri giovani a intraprendere la stessa strada. Ma quanti sono pronti a sporcarsi davvero le mani? È possibile rendere redditizia un’azienda agricola in montagna? O è solo una battaglia controvento?
Le sfide non mancano: pendii scoscesi, terreni frammentati, clima instabile, burocrazia, costi maggiori rispetto alla pianura. Ma ci sono anche nuove opportunità: fondi europei, reti di agricoltori, progetti condivisi e strumenti di comunicazione. Chiara Bortolas, presidente di Coldiretti Belluno, parla chiaro: serve diversificare, fare rete e prepararsi all’accoglienza dei visitatori, e le Olimpiadi sono la vetrina giusta.
E il consumatore? È pronto a scegliere in modo consapevole? Tra iniziative educative, programmi televisivi e progetti come Agrinet, si sta cercando di riaccendere l’interesse anche sul lato del consumo. Nelle scuole si parla di biodiversità, nei mercati si riscoprono varietà antiche di ortaggi e frutti a rischio di scomparsa. Ma la domanda resta: quanti sanno che esistono 17 varietà di cipolla tipiche solo nel Bellunese? E quante arrivano davvero sulle nostre tavole?