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Ricordo di Iole

la mamma del Bar Esso a Belluno

Ricordo di Iole

la mamma del Bar Esso a Belluno

E così, il 3 agosto, camminando distrattamente per strada, giro lo sguardo e vedo l’epigrafe della Iole. Un botto al cuore e alla memoria, una valanga improvvisa di ricordi, di sensazioni, di vita; la sua foto e quello sguardo che noi ragazzini – che nei primi anni 70 frequentavamo il bar Esso di Belluno – conoscevamo bene perché per noi era la nostra seconda mamma. Noi eravamo la “Compagnia di via Feltre”: una quindicina di pischelli che soggiornavano, dopo la scuola e d’estate, sui tavoli del bar Esso (locale ora conosciuto come pizzeria “Bella Napoli”).

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Ricordo di Iole

Il bar, molto ampio e con un arredamento moderno, aveva come caratteristica principale i tavoli da biliardo dove noi passavamo ore a giocare a “boccette”; davanti c’era il distributore di carburante Esso, gestito dal padre di uno di noi (Mario) e la famosa frase “… ci vediamo da Mario”, resa famosa da Ligabue, per noi della “Compagnia” era la normalità! La Iole gestiva il locale e “gestiva” soprattutto noi che eravamo sempre tra i piedi, con la pazienza proprio di una mamma e se, come capitava spesso, non avevamo i soldi per la consumazione, ci faceva credito e così facendo si era guadagnata il nostro rispetto, tanto che difficilmente poteva capitare che non saldassimo il debito.

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Ricordo di Iole

Passavamo pomeriggi interi, all’esterno con la bella stagione e naturalmente all’interno nei mesi freddi, periodo che ci serviva per allenarci con il tavolo di panno e sfidarci nei lunghissimi tornei di “concina”. Da marzo ad ottobre usufruivamo del riparo offerto dalla grande pensilina davanti al locale ed è in quei mesi che succedevano le cose più divertenti e che mettevamo alla prova la grande professionalità della gestrice: una fra tutte l’eterna sfida tra Piero Fontana e Pietro Fontana! Proprio così, due amici/nemici che avevano lo stesso nome, anche se il primo era più conosciuto come Piero Op Opm e che tutti i giorni ne combinavano di tutti i colori: scherzi innocenti ma che poi sfociavano in piccole baruffe che la Iole doveva sedare, spesso offrendo loro “’na ombretta” mentre noi ragazzini ci divertivamo un sacco ad istigarli nascondendo le loro “bici” per poi dire ad uno di loro che era stato l’altro a portagliela via!

Ma il bar Esso era diventato famoso anche per gli eventi musicali di quel periodo; la Iole invitava nel suo locale i complessi beat a suonare e molto spesso ci trovavi “i Koalas” (i fratelli Nuccio e Angelo Savalli, Ornello Tormen, Giannino e Luciano Pasquali) con il loro seguito di ragazzine e fans. Per alcuni di noi, che iniziavano proprio in quegli anni a suonare, era una vera manna. Era la “musica dal vivo” e l’occasione di trovare la morosa, di fare nuove amicizie ma soprattutto di “fare i padroni di casa”! La Iole ci lasciava fare rendendosi anche complice quando la timidezza e l’imbranataggine di alcuni di noi aveva il sopravvento.

A Iole, che lascia le tre figlie (Caterina, Roberta e Cristina), dedico questo ricordo che vuole essere un atto d’amore da parte di quei “ciarlatani” che l’hanno fatta dannare e alla quale, leggendo queste righe, rivolgeranno sicuramente un augurio di riposo sereno.

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