La storia della società Ondablu ha a che fare con l’acqua. L’acqua è il punto di partenza, la componente essenziale in cui si immergono le vicende di chi ha visto una possibilità e ha scelto di tentare di costruire qualcosa di solido partendo da un liquido; non è un paradosso poetico, è esattamente quello che è successo.
Vogliamo partire da questa citazione, tratta dal libro dedicato ai trent’anni di Ondablu, perché forse può comunicare il senso profondo di quest’opera e, soprattutto, del lavoro svolto dalla società sportiva.
Quando si ripercorrono trent’anni di storia si rischia di lasciare indietro molte cose. Il volume non doveva soltanto encomiare i successi raggiunti, ma anche far riflettere sul significato del percorso svolto, sulle sfide affrontate, sui motivi di crescita e sul cambiamento a cui tutto questo ha portato.
La storia di Ondablu, la cooperativa sportiva sociale che da tre decenni gestisce gli impianti natatori di Santa Giustina e Pedavena – e per un periodo anche Agordo – è un cammino che unisce passione, ingegno e un intenso impegno. Un cammino che ha riguardato non soltanto l’attività sportiva, ma il benessere stesso delle persone e delle comunità locali.
Come è giusto che sia, il testo inizia con la data di fondazione della società (1994) e continua raccontando di come l’acqua sia diventata l’elemento centrale delle sue attività. Uno strumento attraverso cui promuovere valori come la salute, la consapevolezza, le relazioni. Rendere l’acqua accessibile a chiunque, e in ogni fase della vita, è diventato il motivo centrale delle attività degli impianti, e ha condotto prima i fondatori, e poi tutti i collaboratori, a una forma di servizio alla comunità. Una risposta alle esigenze del territorio: dalle attività agonistiche ai progetti dedicati a categorie particolarmente vulnerabili, come anziani, donne in gravidanza e persone con bisogni speciali. Il tutto attraverso delle sinergie, cioè costruendo legami e collaborazioni con amministrazioni locali, istituzioni scolastiche, figure professionali del mondo della riabilitazione e associazioni di impegno sociale.
La serie di convegni “Acqua per tutti” ne è un esempio. Nato all’inizio degli anni 2000, tale percorso formativo si è evoluto nel tempo, offrendo meeting e momenti di approfondimento sui temi del benessere fisico e mentale.
Certo, non sono mancate difficoltà che la cooperativa ha dovuto affrontare, soprattutto negli ultimi anni. Dalla crisi economica all’aumento esponenziale dei costi energetici, sino alle chiusure forzate imposte dalla pandemia. Nel 2022, quando le bollette energetiche sono salite alle stelle e gli impianti rischiavano di chiudere, Ondablu ha lanciato un grido d’allarme, ma allo stesso tempo ha proposto soluzioni. Attraverso una rete di collaborazione con le istituzioni locali, la cooperativa ha saputo mobilitare le forze necessarie per mantenere aperti gli impianti e garantire la continuità dei servizi. Il libro dedica ampio spazio a questi momenti di crisi, mostrando come la capacità di fare squadra e di restare uniti abbia permesso di superare anche le sfide più complesse.
Concludiamo con uno sguardo alla copertina del libro. Le tante gocce dipinte abilmente dall’artista bellunese Maria Meraglia – che affianca ormai da anni le mostre che Ondablu ha contribuito ad allestire – sono quelle che la società sportiva ha attratto, trattenuto e reso feconde, riuscendo a sospingere un moto costante e potente composto da persone, impegno e solidarietà.
Trent’anni dopo la sua fondazione, quell’onda continua e il libro del trentennale, fortemente voluto dai soci fondatori, non esiste solo per celebrarne i successi, ma anche per trasmetterne il valore.