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A cena con la storia

mostra di documenti storici nei ristoranti di San Gregorio

A cena con la storia

mostra di documenti storici nei ristoranti di San Gregorio

Cultura e arte culinaria si uniscono. Da un’idea dell’amministrazione comunale di San Gregorio nelle Alpi nasce una doppia mostra di avvisi pubblici rigorosamente ottocenteschi, mirata al sostegno del martoriato settore turistico seguendo il combinato disposto cultura-turismo-ristorazione. Curata da Guido Tamburlini, che ha messo a disposizione la sua collezione, la mostra viene ad essere a chilometro zero, ma anche a costo zero per la felicità degli attori e promotori (Pro loco ed altri volontari) su cui di solito gravano iniziative del genere.

Appassionato conoscitore della storia del territorio sangregoriese e non solo, (per l’occasione anche “testimonial” per il volontariato Ana come sollecitato dalla sezione di Feltre), Tamburlini – che già ha scritto numerosi articoli di carattere storico, molti dei quali pubblicati anche sulla nostra rivista – mette a disposizione il materiale da lui raccolto in due sedi distinte: l’osteria “Al Leon de oro” e la “Antica trattoria La Volpe”. L’intento del sindaco Mirco Badole è quello di aiutare i ristoratori in un periodo delicato, invogliando la platea dei clienti a scegliere un buon piatto delle nostre tradizione e, insieme, “gustare” uno spaccato della propria storia.

Negli anni si sono susseguite più mostre tematiche, da quella sul decennio napoleonico a quella sulle disposizioni del vescovo ai diocesani fino a quella incentrata sul biennio ‘48-49 in cui il Maresciallo Radezky a Belluno comandava la Seconda Armata di Riserva dalla sua residenza all’albergo Cappello a Mel. Altre sono in cantiere.

Nel complesso sono circa 200 i documenti storici bellunesi che il ricercatore ha raccolto da vari collezionisti nel Triveneto con la tecnica dello scambio.Venti di essi sono esposti nei due locali e un insieme omogeneo, esposto per la prima volta, si colloca cronologicamente nella prima settimana di agosto 1866 durante il passaggio del Veneto dall’Austria all’Italia a seguito del Plebiscito. Sono quindi documenti, privati nel frontespizio dell’aquila bicipite, emanati dalla Giunta Governativa Provvisoria non ancora fregiata dell’aquila del Regno d’Italia che spiegano come l’amministrazione pubblica si stava organizzando in quel periodo di transizione. Tra l’altro (una chicca!) sollecitava alle amministrazioni locali piuttosto tiepide l’assistenza agli uomini “delle bande” feriti che cercavano di rientrare alle loro case: erano gli uomini di Garibaldi, non inquadrati nell’esercito regolare ma organizzati in bande che combattevano in Trentino.

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