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A caccia di storia

Simone Colladon e i reperti sospirolesi

A caccia di storia

Simone Colladon e i reperti sospirolesi
A caccia di storia Simone Colladon

I sospirolesi sono avvisati. Se vi capiterà di vedere, soprattutto nei fine settimana, un individuo sospetto con uno strano strumento in mano che si aggira scrutando il terreno, approfittate per fare la sua conoscenza e saperne di più sul mondo dei ricercatori di reperti. Lui è Simone Colladon, classe ’91, che da qualche tempo porta avanti questa passione con costanza: una “caccia al tesoro” personale che consente, al contempo, il recupero di oggetti di una certa rilevanza storica e un servizio alla comunità.

«Questa attività di ricerca si è concretizzata circa cinque anni fa», ci racconta Simone. «In realtà sin da piccolo sono attratto dalla ricerca di materiai, inerenti il mondo militare all’inizio, poi mi sono interessato, crescendo, anche ad altre tipologie. Il mio interesse è nel ritrovamento di oggetti storici, per ora mi muovo solo su territorio sospirolese o limitrofo, avvalendomi di un metaldetector».

Questo strumento, “cercametalli” in italiano, usa l’induzione elettromagnetica per rilevare la presenza di metalli ferrosi e non. In Italia la ricerca è regolata dal una legge del 2004 che ne limita l’uso in zone di interesse culturale, paesaggistico, archeologico.

«Le uscite presuppongono uno studio preventivo su mappe del territorio sospirolese attuali e antiche», aggiunge Colladon, che è anche tesserato F.I.M.D (Federazione Italiana Metal Detecting). «d esempio una cartina di Sospirolo del 1700, di cui dispongo, mi permette di vedere dove un tempo passassero strade, magari oggi scomparse o non utilizzate, e di limitare la ricerca con maggiore probabilità di ritrovamenti. Naturalmente la ricerca va fatta su terreni dove essa è consentita dalla legge, su privati solo previa richiesta, e non in zone tutelate. Ora un po’ di esperienza sul campo mi consente di muovermi anche in base alla conformità dei terreni».

Ma qual è la datazione dei reperti trovati e che cosa sono?
«Come epoca si spazia dal 1400 circa fino ai giorni nostri, la maggior parte sono del periodo medioevale. Molti si attestano tra 1500 e 1600 e diverse sono le monete del regno veneziano rinvenute. Si tovano anche preziosi, anelli o collane, medagliette votive ed ex voto. Niente reperti romani: per quelli serve l’appoggio delle istituzioni e un piano lavori regolamentato».

Improprio parlare di “scavo”. «Si tratta di piccoli solchi sul terreno, fino a una profondità massima di 30 cm, subito ricoperti dopo l’estrazione. Entro tale misura lo strumento è in grado di segnalare con buona precisione tipologia del materiale, profondità e dimensioni. Dopo aver portato alla luce l’oggetto, segue la parte di pulizia dello stesso (che richiede cura e cautela), verifica e studio di proprietà e datazione». Simone, che sottolinea di non essere uno storico ma solamente un appassionato, si avvale anche del contributo di conoscenti o esperti in rete.

Una collezione, quella del giovane sospirolese, di un migliaio di oggetti circa, catalogati e sistemati, che Simone desidera mettere a disposizione del territorio, magari con un’esposizione. «La disponibilità di materiale consente anche di raccontare come il territorio sospirolese fosse di fatto un luogo di passaggio molto usato, anche rispetto a luoghi contermini. Curioso, ad esempio, che nella frazione di Maras si siano rinvenuti materiali per ogni secolo dal 1500 al 1900».

Altri interessanti dettagli: sulla base dei racconti della seconda guerra narrati da nonno Fausto, Simone ha potuto effettivamente reperire materiali sui luoghi indicati, oppure aiutare alcuni concittadini che avevano smarrito degli effetti personali, come fedi nuziali, anche oltre trent’anni prima, recuperandoli intatti per l’indescrivibile felicità dei proprietari. Infine, lo spirito ecologico: tra medaglie e monete si trovano anche (la maggior parte) molti rifiuti, come latte o lamiere, che Simone generosamente raccoglie e smaltisce.

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