70 anni per Italia Nostra e 65 per la sezione bellunese. L’associazione di promozione sociale si è costituita nel lontano 29 ottobre 1955 ed è la prima associazione di tutela dei beni culturali e ambientali a livello nazionale. Cinque anni dopo si è costituita la sezione bellunese, con l’avvocato Flavio Dalle Mule quale primo presidente.
Un po’ di storia
Tra i primi atti della sezione si evidenziano segnalazioni e richieste di tutela del centro storico e del paesaggio comunale. Negli anni 60 la sezione riesce ad ottenere diversi vincoli paesaggistici nel territorio. Ricordando solo alcuni dei molti risultati storici di rilievo, si possono citare nel 1963 l’imposizione del vincolo conservativo del parco annesso alla villa Vignetta, e nello stesso anno la richiesta di ricostruzione del portale in via San Lucano a Belluno, avvenuta poi l’anno successivo.
Nel 1964 viene segnalato il degrado di Palazzo Crepadona in centro storico, con la proposta del suo acquisto all’allora amministrazione comunale per destinarlo ai servizi culturali cittadini; ciò avverrà nel 1973 e lo stesso sarà poi restaurato. Il 12 settembre 1964, alla presenza di 60 giornalisti dell’Unione Stampa Turistica Italiana, viene effettuata la vernice della mostra “Val Belluna – case nella campagna”, visitata da oltre 5.000 persone. Nel 1965 la sezione chiede un contributo al Comune, poi concesso, per la sistemazione della chiesa di San Mamante. Insomma, negli anni Italia Nostra Belluno si è adoperata con grande impegno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale della provincia e per diffondere la cultura della salvaguardia e la conoscenza della storia del territorio tra i bellunesi, con particolare attenzione agli studenti. Tra le iniziative realizzate si evidenziano concorsi fotografici per le scuole, svariate mostre e convegni. Tra i vari successi sono da ricordare il salvataggio di villa Sperti e relativo parco, il risanamento della chiesetta dei Santi Filippo e Giacomo a Mussoi, il restauro dei leoni che ornano l’ingresso del Teatro di Belluno.
L’associazione oggi
L’impegno sul territorio si traduce oggi nelle seguenti in diverse azioni. A Belluno insiste la tutela e valorizzazione del paesaggio e quella del verde urbano e delle alberature: su questo tema, si vigila per il rispetto delle norme, vige la richiesta di un regolamento del verde pubblico e privato come una ferma opposizione alle capitozzature degli alberi e una richiesta di ripiantumazioni in diversi luoghi del comune. Ancora, altri interventi riguardano la valorizzazione e salvaguardia degli alberi monumentali, dei parchi e dei giardini storici, delle antiche fontane del centro storico e dei lavatoi. Inoltre, l’associazione porta osservazioni critiche agli interventi urbanistici che consumano suolo in provincia e si mobilita per la difesa dei corsi d’acqua dall’iper sfruttamento dei piccoli impianti idroelettrici e della montagna dall’over tourism. A Cortina d’Ampezzo si ricordano l’opposizione al progetto di riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria, come le osservazioni critiche sulla sostenibilità delle opere previste per le Olimpiadi.