Un fatto di sangue avvenuto a Paderno di San Gregorio nelle Alpi il 2 gennaio 1627 diventa il punto di partenza dell’ultimo lavoro dello storico bellunese Gigi Corazzol, curioso sin dal titolo: “’627 col morto. FumisterIA”. Più che una ricostruzione di cronaca nera, il volume è un viaggio nel lavoro dello storico, costruito attraverso una paziente ricerca tra le carte dell’Archivio comunale di Feltre e dell’Archivio della Parrocchia del Duomo.
La vicenda prende avvio dall’uccisione del contadino Zorzi Bortolon. L’accusa coinvolge Fausto e Giuseppe, figli del cittadino feltrino Francesco Limana, inseriti in una complessa contesa con la famiglia Tamboso nella quale Bortolon sembra essersi trovato coinvolto. Da qui prende forma un vero e proprio processo, ricostruito attraverso deposizioni e testimonianze ricostruite – in bilico tra realtà e finzione, con espedienti letterari e teatrali volutamente artificiali – che restituiscono uno spaccato (veritiero?) della società bellunese del Seicento. Riferimenti precisi ai luoghi in cui si svolgono i fatti dipingono un piacevole quadro della Paderno dell’epoca, borgo rimasto oggi pressoché immutato.
Corazzol non è nuovo a questo genere di ricerca. Già in “Piani particolareggiati (Venezia 1580-Mel 1659)”, pubblicato dieci anni fa per le edizioni Dbs, aveva dimostrato come la paziente lettura degli archivi potesse riportare alla luce vicende e personaggi dimenticati, trasformando documenti burocratici in strumenti per comprendere la vita economica e sociale del territorio.
Anche in questo volume l’autore rimane fedele a quella che può essere definita una etnografia d’archivio: le fonti non vengono semplicemente citate, ma interrogate, messe a confronto e fatte dialogare. Ed è proprio il dialogo a diventare la cifra narrativa del libro. Accanto ai protagonisti della vicenda compaiono personaggi come il sindacalista, il capocomico, il vile e soprattutto Biondo IA, figura ironica che interrompe il racconto con osservazioni e approfondimenti non sempre pertinenti, richiamando il tema attualissimo dell’intelligenza artificiale e delle risposte apparentemente convincenti ma non sempre corrette.
Anche il sottotitolo “FumisterIA” gioca su questo doppio registro. Fumisteria è il vendere fumo, costruire discorsi senza solide basi; l’aggiunta della sigla IA richiama il presente e invita a riflettere sulla necessità di distinguere i fatti dalle interpretazioni. Non mancano, infatti, richiami all’attualità, persino ai maranza, che accorciano la distanza tra il Seicento e i nostri giorni.
Nell’avvertenza conclusiva Corazzol esplicita gli obiettivi del suo lavoro: ricordare che la ricerca storica nasce dal confronto critico con le fonti e non dalla ricerca di facili certezze.
Un libro tra storia e attualità
“’627 col morto. FumisterIA” è una lettura curiosa e certamente non immediata, per la scelta di costruzione del testo e le continue variazioni di registro, ma gli espedienti narrativi escogitati dall’autore sorprendono e accompagnano il lettore nel laboratorio dello storico. Più che limitarsi a raccontare un antico delitto, il libro mostra come dagli archivi possano riemergere persone, conflitti e storie capaci ancora oggi di interrogare il presente. Il volume si può reperire in alcune librerie del centro di Belluno e di Feltre.