Michele Schena è un simpatico signore appassionato di ciclismo, residente nel Milanese, del quale vi ho raccontato in un vecchio numero de “Il Veses”. Grazie a lui sono venuta a conoscenza della storia di Francesco Zucchetti, nato a Cernusco sul Naviglio nel 1902 e morto a Trichiana nel 1980.
Nel 2016 i suoi resti vengono riesumati e, siccome non risulta avere parenti in zona, sono destinati alla fossa comune. Per un caso fortuito, un suo concittadino, anche egli amante della bicicletta, si trova in zona e viene a conoscenza della cosa. Avvisa quindi l’amministrazione del comune di residenza, la quale si dice ben lieta di riavere le spoglie dell’illustre compaesano.
Infatti Francesco, sebbene abbia condotto a Trichiana una vita piuttosto comune, ha un passato glorioso di cui quasi nessuno, nell’odierna frazione di Borgo Valbelluna, è a conoscenza.
Egli è stato, negli anni 20, un campione di ciclismo, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi nel 1924 nell’inseguimento a squadre con la maglia dello “Sport Club Genova 1913” di Milano, che è la società di appartenenza dell’amico Michele.
Proprio nel 1913, anno di fondazione della società, l’undicenne Francesco si trasferisce a Milano da Cernusco col padre, la madre e il fratello Alfonso di dieci anni. Entrambi i ragazzi iniziano subito a pedalare con la maglia dello Sport Club e nel ‘23 Francesco diventa Campione Italiano di Velocità dilettanti, cosa che gli vale la convocazione per le Olimpiadi di Parigi in squadra con Aurelio Menegazzi, Angelo de Martini e Alfredo Dinale.
Competono al velodromo della Vincennes con altre dieci nazioni e in finale, sabato 26 luglio 1924, hanno la meglio sulla Polonia. Zucchetti passa professionista nel 1926 e si trasferisce a gareggiare negli Stati Uniti dove ottiene diversi successi. Le ultime notizie che lo riguardano risalgono al 1927, poi di lui non si sa più nulla fino al 2016.
Michele, che ha seguito tutta la vicenda, ci teneva a riempire almeno in parte questo vuoto e, partendo da scarne informazioni, è risalito a Tea Bernard, nipote della compagna di Francesco, Fiorentina Bernard, che era appunto trichianese.
I due si erano conosciuti a Milano, dove lei era emigrata per lavoro e dove lui, una volta smesso col ciclismo, aveva aperto un’attività di idraulico ed elettricista. Impossibilitati a sposarsi, a causa di un precedente matrimonio contratto da Francesco con una donna olandese, i due non hanno avuto figli. Inizialmente Trichiana è stata solo luogo di vacanza e brevi fughe dalla città ma negli anni 70 la coppia ha acquistato un’abitazione e vi si è trasferita definitivamente.
Francesco adorava la vita tranquilla e passava molto tempo in giardino e nell’orto. Chi l’ha conosciuto lo ricorda come una persona gioviale e di buon cuore, ma quasi nessuno era a conoscenza del suo passato da ciclista.
Il Comune di Cernusco sul Naviglio ha dedicato a Francesco Zucchetti l’opuscolo “Un cernuschese in trionfo a Parigi” nel 2016, in occasione della riconsegna delle spoglie, mentre nel giugno di quest’anno è stato presentato lo spettacolo teatrale “Il giro del mondo in 5 minuti” dedicato proprio all’impresa dell’atleta alle Olimpiadi del ‘24.
5 minuti e 15 secondi è il tempo con cui vinse la squadra italiana.