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Cer Monte Pizzocco: 4mila euro per il sociale

La Cer Monte Pizzocco destina 4mila euro ai servizi sociali locali

Cer Monte Pizzocco: 4mila euro per il sociale

La Cer Monte Pizzocco destina 4mila euro ai servizi sociali locali

Un modello inedito per le aree montane: la Comunità energetica rinnovabile (Cer) “Monte Pizzocco” rinuncia alla ripartizione degli utili tra i soci e destina gli incentivi derivanti dall’energia condivisa ai piccoli comuni montani per finanziare la spesa sociale (come l’assistenza agli anziani, l’aiuto alle famiglie in difficoltà, il supporto scolastico e i servizi per le disabilità).

A differenza delle tradizionali Cer, dove i ricavi generati dalla condivisione dell’energia vengono spartiti tra i soci, la “Monte Pizzocco” ha compiuto una scelta di campo radicale: l’intero importo viene destinato ai piccoli comuni, soci e non, che sottendono alla cabina primaria di riferimento: San Gregorio nelle Alpi, Sospirolo, Borgo Valbelluna, Santa Giustina e Sedico. Questi ultimi, in conformità al regolamento, sono tenuti a impiegare tali risorse esclusivamente a sostegno del sociale.

«Per i soci consumer, la partecipazione alla Cer non genera incentivi economici diretti nella loro sfera personale o nelle loro bollette. Il valore della loro adesione risiede nel contributo che forniscono al sistema collettivo e, di riflesso, ai servizi sociali del loro territorio» riferisce Michele Argenta, presidente della Cer. Si tratta nel concreto di 4000 euro, cioè l’incentivo totale di oltre 5.600 euro al netto delle fisiologiche spese di gestione.

Così Enrico Lanciano, vicesindaco di San Gregorio nelle Alpi: «Come Comune promotore siamo molto orgogliosi di vedere i primi risultati concreti. Ricevere i primi incentivi è una vittoria per tutta la comunità ed è la dimostrazione che investire nelle rinnovabili significa anche investire nel territorio e nelle fasce della popolazione più vulnerabili».

La risposta del territorio è stata entusiasta. Ad oggi, la Cer conta già decine di adesioni, con 94 contatori (Pod) iscritti in anagrafica. Di questi, ben 71 sono già stati formalmente validati dal Gse e partecipano attivamente al sistema di incentivazione nazionale (69 semplici consumatori e 2 produttori). L’obiettivo strategico per il 2026 è ora quello di massimizzare il numero di soci che installano impianti di produzione propri, trasformandoli in “prosumer” attivi.

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