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45 anni del Palio di Feltre

il drappo 2024 è dii Tobia Ravà

45 anni del Palio di Feltre

il drappo 2024 è dii Tobia Ravà

Si contano 45 anni di Palio dalla prima sfilata di quel 1979 che ha celebrato la consegna delle chiavi della città nelle mani di Bartolomeo Nani, da parte di Vittore Muffoni in quel 15 giugno del 1404 (“anno nativitatis ejusdem millesimo quadrigentesimo quarto” – nell’anno della sua nascita millequattrocento quarto) come ricorda il francescano Antonio Cambruzzi nella sua opera “Storia di Feltre”, databile dopo il 1665, quando si trasferì a Feltre, e pubblicata da Antonio Vecellio nel 1873, completandola con un quarto libro fino ai suoi giorni.

L’inizio di una tradizione storica, quella del 1979, portata avanti dalla docente universitaria Annapaola Zugni-Tauro, accolta con entusiasmo dopo studi e approfondimenti sui contenuti di quel patto con la città di Venezia che prevedeva che quel giorno venisse ricordato ogni anno “con processione di tutti gli ordini della città e col correre un palio di 15 ducati d’oro”.

Era tutto da ricostruire, passo dopo passo, dalla tipologia dei costumi che vide l’impegno competente della pittrice feltrina Marula Tarricone, alla loro realizzazione (come dimenticare il lavoro indefesso di Luigia Zaetta e successivamente di Luisa Grave), alla suddivisione della città in quartieri, alla definizione delle gare nel 1980, fino a quella della corsa dei cavalli (sostituì il lancio dei cerchielli che si svolgeva in Piazza Maggiore), resa possibile solo nel 1986, grazie ai fondi pervenuti con le Universiadi del 1985 che consentirono la realizzazione dell’anello di gara in Pra’ del Moro.

Nel corso degli anni crebbe sempre più anche l’importanza del drappo, il trofeo assegnato al vincitore delle varie gare, inizialmente (1980) cucito, su ideazione di Marula Tarricone, da Luigia Zaetta, nella sua forma di una fascia rettangolare dove trovavano posto i 15 ducati d’oro (firmato negli anni dal 1980 al 1983 dall’artista feltrina Fulvia Celli e negli anni 1983 e 1984 da Bruno Gorza), sostituito dal 1986 con il primo drappo “dipinto” da Elio Scarisi e successivamente da tanti artisti illustri (le immagini di tutti i drappi sono visibili al seguente link: https://www.paliodifeltre.it/albo-doro-drappi/) fino a quello di questo 2024 che porta la firma di Tobia Ravà.
L’artista è autore di aceri mistici, codici trascendentali e boschi di numeri primi, significati ebraici antichi. È noto per le sue numerose esposizioni e le sue collaborazioni a livello internazionale. È stato scelto dall’ente Palio proprio per le sue caratteristiche poliedriche, che ricordano e, in un certo senso, mettono in luce i molti significati che si possono attribuire ad una manifestazione come quella del Palio che riassume in sé significati che non possono esaurirsi nell’interpretazione di una festa folkloristica.

Quest’anno i quartieri vincitori delle singole gare avranno anche l’onore di ricevere in premio delle sculture dell’artista Antonio Bottegal.

PROGRAMMA
Dopo gli appuntamenti di sabato 27 luglio, nella tre giorni di agosto si articola un programma ricco di momenti spettacolari ed avvincenti che registrerà eventi quali il carosello dei Carabinieri del Nucleo tutela della biodiversità a cavallo, la tradizionale Cerimonia di dedizione a Venezia, le due gare del Tiro con l’arco e della Staffetta, per giungere alle ore 10.30 della domenica con la messa, presieduta da Mons. Renato Marangoni, Vescovo di Belluno-Feltre. Gran finale dalle 17 in Prà del Moro, dove giungerà il Corteo storico e dove si svolgeranno la gara del Tiro alla fune e la Corsa dei cavalli. Infine, il prestigioso drappo dipinto da Tobia Ravà, con una solenne cerimonia, sarà consegnato al Quartiere vincitore del Palio 2024.

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Questo articolo sarà disponibile per la lettura online a partire da

31/07/2024

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