Quarant’anni di storie, conoscenza, comunità e inclusione. Un importante compleanno che a inizio dicembre la Biblioteca Civica di Limana ha festeggiato con una settimana di eventi dedicati. Soprattutto, mercoledì 4, con una serata in sala “Nocivelli” dove sono stati ripercorsi quattro decenni di fervida attività culturale.
La bibliotecaria Sonia Bogo (nel ruolo dal 1999, quindi da ben 25 anni) e Giorgio Roncada, per molti anni membro dei comitati di gestione, hanno ricordato come la Biblioteca, sita in origine nello stabile di Col del Sole, sia stata ufficialmente aperta al pubblico il 18 settembre 1984. Anche se l’atto di fondazione era già del 1980. Da allora, passando attraverso diverse legislazioni e modalità in materia di gestione e il modificarsi delle esigenze dell’utenza, si è arrivati fino ad oggi, con il nuovo Regolamento dell’anno scorso e la nuova Carta dei Servizi, quest’ultima approvata con delibera di giunta dell’ultimo 20 novembre.
Soprattutto si è ricordato come la Biblioteca è nata, si è sviluppata, è stata vissuta. L’aumento del patrimonio posseduto, dai 1.000 libri iniziali ai circa 31 mila documenti attuali, comprensivi di libri, dizionari, riviste, cd, dvd, foto storiche. Senza contare le risorse elettroniche disponibili a livello provinciale con la rete Mlol. I dati statistici dei prestiti, nel 2024 oltre quota 10 mila. Le persone che hanno contribuito alla sua crescita: dai bibliotecari Maurizio Miglioranza, Daniela Bridda, Michela Zanella e appunto Sonia Bogo, fino a volontari, lettori, studenti in alternanza scuola-lavoro o leva civica. Le davvero molte, probabilmente prossime alle 2.000, attività culturali collaterali organizzate: su tutte, la storica rassegna “Fantalibrando” e “Il futuro è bambino”. Una ricca proposta che dal 23 settembre 2017 ha il suo cuore nell’attuale sede di via Fiabane.
Tanti e illuminanti, poi, gli stimoli dispensati, in dialogo con la giornalista Luisa Venturin, dalla scrittrice e consulente bibliotecaria Antonella Agnoli. Secondo la quale la Biblioteca deve essere “La casa di tutti”, riprendendo il titolo della sua ultima opera. Una “piazza del sapere” dove i cittadini, gratuitamente, possano incontrarsi e stabilire relazioni. Luoghi dove le persone siano ancora più importanti dei libri. In grado di dare strumenti per capire il mondo, per decodificare l’informazione, specie quella che passa per Internet. Di “curare” la solitudine. Riuscendo così, offrendo più servizi, nell’impresa di richiamare più prestiti.