Un gruppo di amici appassionati di ricerca hanno collaborato con il giornalista Giovanni Carraro a ricostruire i fatti, parlando con i testimoni di uno schianto di un F100D Super Sabre appartenente alla U.S. Air Force caduto nei cieli tra Limana e Belluno il 23 agosto del 1967.
Era una bella e assolata giornata d’estate quando nella zona tra Cirvoi e Badilet un gruppo di residenti avvistò un punto nero nel cielo. Si aprì il paracadute e quindi poterono avvistare un uomo che si era eiettato da un caccia supersonico in avaria. Quasi contemporaneamente, udirono un terribile boato e il velivolo fuori controllo si schiantò nel torrente Cicogna. Le schegge incandescenti innescarono dei focolai d’incendio sul costone sopra Faich in comune di Limana mentre sul versante di Castoi alcune case riportarono vetri infranti e parte dei tetti scoperchiati. Una bambina che giocava nel cortile fu ferita da una di queste schegge e una signora riportò un taglio alla testa. I Vigili del Fuoco tempestivamente arrivati sul luogo, si adoperarono per spegnere i focolai d’incendio e prestare i primi soccorsi dato che a quei tempi erano gli unici ad avere a disposizione un’ambulanza.
I testimoni raccontano che a Cirvoi la popolazione cercò di dare un primo soccorso al pilota Capitano Robert Spangler di 27 anni che, spaventato e sotto shock, prima di salire a bordo dell’elicottero arrivato per prelevarlo, aveva cercato di spiegare di aver fatto il possibile perché l’aereo cadesse distante dall’abitato. Anzi, il giorno dopo l’accaduto volle tornare per sincerarsi che la bambina e le altre persone coinvolte fossero in via di guarigione. Un testimone ha raccontato che l’aereo nella sua traiettoria di caduta ha sfiorato il campanile della chiesa di Castoi. Un altro, indicando la boscaglia ha detto: «L’era tut che l’ardea!».
Commovente il ricordo di una nonna che, seppur ferita, aveva abbracciato il nipotino e, con un gesto istintivo, aveva cercato di proteggerlo sotto il suo grembiule.
I Vigili del Fuoco che a Faich hanno svolto le operazioni di messa in sicurezza e di primo soccorso hanno raccontato con commozione e ricchezza di particolari il loro intervento. La popolazione spaventata, la piccola bambina ferita, la grande voragine lasciata dall’impatto del velivolo sul torrente fino all’arrivo dei militari americani che, dopo aver circoscritto l’area, hanno preso il comando delle operazioni. Nel frattempo, molti curiosi giunti sul posto avevano già raccolto alcuni frammenti ancora incandescenti e oggi li conservano nelle loro case come ricordo… e qualcuno ne ha ricavato addirittura una spilla.
Una grande avventura nel passato per coloro che l’hanno ricostruita, ricca di incontri speciali con una comunità unita e solidale che restituisce la fiducia nel futuro.