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1965 – il trofeo Bonazzola

l’AC Sedico a sorpresa in finale

1965 – il trofeo Bonazzola

l’AC Sedico a sorpresa in finale

Il Consiglio dell’Associazione Calcio Sedico nominò presidente l’imprenditore Franco Buzzatti. Poiché scopo principale della neonata società era di partecipare ai tornei e campionati ufficiali, ci si iscrisse subito al famoso “Trofeo Bonazzola” organizzato dalla F.I.G.C. provinciale durante l’estate, al quale già da qualche anno partecipavano parecchie forti squadre (anche cadorine) rinforzate da giocatori che militavano in compagini importanti di categorie superiori. Per poter ben figurare, il presidente contattò il prof. Bruno Pellegrinet (insegnante di educazione fisica a Feltre) famoso per aver allenato squadre importanti ed aver forgiato parecchi talenti della Feltrese, compagine allora di buon livello. Il prof. Pellegrinet non solo accettò l’incarico ma portò addirittura con sé alcuni giocatori della Feltrese per rinforzare l’A.C. Sedico formato in gran parte dai giovani locali della squadra “3 P” diciannovenni e ventenni. Si ricorse anche a qualche militare (in primis il portiere) delle caserme di Belluno.

Grande entusiasmo dei tifosi
La compagine più forte era il Cavarzano, rinforzata addirittura da elementi provenienti dalla Serie A. L’avventura iniziò a fine giugno e terminò il 10 ottobre quando inaspettatamente l’A.C. Sedico si trovò a disputare a Belluno la finalissima contro il Cavarzano. Le partite casalinghe vedevano sempre una notevole presenza di spettatori. Il botteghino per la vendita dei biglietti era costituito da un semplice tavolino all’aperto posto a sbarrare la strada che conduceva al campo sportivo. L’A.C. Sedico aveva maglie bianco-celesti: i colori dello stemma comunale. L’entusiasmo tra la gente di ogni età e ceto sociale era alle stelle. Quando la squadra si recava in trasferta con tante bandiere bianco-celesti, si formava addirittura una colonna di auto sulle cui fiancate veniva apposto un numero d’ordine e la scritta “A.C. Sedico”. A quell’epoca solo alcuni avevano l’auto, ma nessuno restava a piedi: era un piacere caricare altre persone (molte erano le ragazze) che avrebbero condiviso il tifo per una squadra sorta da poco a movimentare un paese dove, prima, non c’era alcuno svago festivo. Nelle belle giornate ci si spostava anche con le moto e altri mezzi, perfino un trattore che la polizia stradale lasciò andare, dopo averlo fermato alle porte di Agordo, quando vide che era seguito da un’intera colonna di auto con contrassegni e bandiere.

Gli incontri di calcio
Dopo alcune partite giocate e vinte su terreni al limite della praticabilità specie nell’Agordino, il 1° agosto si disputò a Mas di Sedico il derby tra il locale Fiori Barp e l’A.C. Sedico, definita la partita delle partite, che le due tifoserie attendevano da tempo, tanto che il presidente del Sedico portò i giocatori in ritiro collegiale nell’albergo in California, quello che poi sarà spazzato via l’anno dopo dall’alluvione. Fu un incontro acceso ma corretto che il Sedico vinse 3 – 1.

Alla sera alcuni tifosi sedicensi, messa una vanuia rovesciata coperta da una mantellina nera sul tetto di un’auto, passarono per il Mas a mo’ di funerale facendo infuriare la gente già incattivita per aver perso quella partita. In aggiunta, altri affissero delle epigrafi con raffigurato un pallone con le tibie incrociate. Nel derby di ritorno, giocato il 19 settembre, rivinse il Sedico. Molti gli spettatori, parecchi addirittura convinti che sarebbe stata una battaglia dentro e fuori lo stadio; invece tutti furono corretti: giocatori e tifosi. Alla fine il Sedico approdò alla semifinale che si giocò a Ponte nelle Alpi e si risolse in suo favore contro l’Auronzo dopo il lancio della monetina da parte dell’arbitro, dato che i tempi supplementari e i rigori erano finiti in parità.

La finalissima col Cavarzano
Ebbe luogo domenica 10 ottobre allo stadio di Belluno davanti a oltre 2000 spettatori. Il Sedico era privo dei giocatori fondamentali della Feltrese impegnati già nel campionato appena iniziato. Nonostante ciò i biancocelesti tennero testa ai loro avversari finché alla mezz’ora del 1° tempo subirono la prima rete. Al 44’ poi successe un fattaccio: il portiere del Sedico, un militare che fino ad allora era stato una sicurezza per la squadra, lasciò entrare in rete un tiro da 20 metri senza tentare il tuffo. Da parte dei biancocelesti non ci fu alcuna reazione: l’inspiegabile comportamento del portiere aveva tagliato le gambe a tutti. La partita finì 3 – 0 in favore del Cavarzano che così vinse il prestigioso trofeo. Rimaneva comunque la splendida prova del Sedico in grado di ben figurare già nel 1° anno di attività.

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