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1923-1924 INAUGURATE LE NUOVE SCUOLE

a Sedico e Libano

1923-1924 INAUGURATE LE NUOVE SCUOLE

a Sedico e Libano

L’Amministrazione Comunale di Sedico, dopo aver fatto costruire nel 1909 i fabbricati di Bribano e Peron, decise di dotare tutti i paesi più importanti, che ne fossero ancora sprovvisti, di edifici scolastici appositamente costruiti (fino ad allora le scuole funzionavano in locali di fortuna presi in affitto). Così nel 1913 un’apposita commissione comunale effettuò dei sopralluoghi per trovare ii terreni adatti allo scopo. Mentre per quello di Sedico venne scelta una sede vicina alla strada statale Feltre – Belluno, per Libano se ne propose la costruzione a Bolago mantenendo però sempre la denominazione “scuola elementare di Libano”. Dopo che l’Ispettore scolastico competente diede il suo parere favorevole, in data 25 maggio 1914 il celebre architetto Riccardo Alfarè e l’ingegner Gino Colle, entrambi di Belluno, vennero incaricati di redigere i relativi progetti: comincerà a questo punto una tormentata vicenda che durerà quasi vent’anni.

I progetti sono troppo costosi
I due professionisti, lavorando di buona lena e con notevole entusiasmo, in pochi mesi consegnarono i disegni coi vari prospetti e documenti: si trattava di opere di grande pregio artistico, ma che avrebbero comportato una spesa troppo elevata .
E infatti, esaminati i progetti, l’Ufficio del Genio Civile di Belluno scrisse al comune di Sedico che trovava “… tale spesa eccessiva tenuto calcolo della entità dei singoli fabbricati perché nemmeno nelle grandi città, in cui oltre al decoro cittadino si deve conservare l’armonia artistica, si sono difficilmente raggiunte, per tal genere di edifici, forme architettoniche così ricche come nei progetti in questione che devono servire paesi rurali” (all’epoca anche Sedico, oltre a Libàno, era per lo più un paese di contadini e di emigranti).

A malincuore e abbastanza risentito, l’architetto, che era molto conosciuto per la sua bravura, modificò i progetti (soprattutto quello di Libàno) e l’ingegnere dovette rifare i calcoli, tenendo conto anche di nuove disposizioni di legge, comunicate dal Regio Provveditore agli Studi di Belluno.

Dopo queste vicissitudini, il 30 novembre 1914 il Consiglio Comunale poteva approvare i progetti per i due edifici scolastici, a favore dei quali chiedeva un mutuo da parte dello Stato, raccomandando che i lavori cominciassero senz’altro “… all’inizio della prossima primavera per poter scongiurare in parte alla grave crisi della disoccupazione degli emigranti rimpatriati e bisognosi di lavoro e soccorso”. Infatti molti operai erano stati espulsi dai Paesi di lingua tedesca dopo lo scoppio della prima guerra mondiale avvenuto in Europa il 28 luglio 1914.

I lavori non iniziano
Il coinvolgimento dell’Italia nel conflitto (24 maggio 1915) bloccò la realizzazione dei progetti, così per una decina d’anni gli alunni di Sedico e della Parte Alta del comune di Sedico continuarono a frequentare le scuole in locali di fortuna (rispettivamente, nel municipio e in case private nel capoluogo, nel palazzo del maestro e in una casa privata a Libàno). Durante l’invasione tedesca (autunno 1917 – autunno 1918) le scuole restarono chiuse.

Costruite finalmente le scuole ma i soldi non bastano
Terminata la guerra, l’Amministrazione Comunale riprese in mano la pratica riguardante le due nuove scuole da costruire, essendo stato concesso il mutuo senza interessi richiesto ancora nel 1914. Nel frattempo però c’era stata una svalutazione della lira ed i prezzi erano notevolmente lievitati, per cui l’architetto Alfarè e l’ingegner Colle furono incaricati di aggiornare i progetti delle due scuole. Finalmente il 24 marzo 1921 la nuova amministrazione socialista, capeggiata dal sindaco Luigi Cavallini residente ai Casoni, poteva approvare i nuovi progetti chiedendo nel contempo allo Stato un consistente mutuo aggiuntivo. L’edificio di Sedico fu ultimato nel 1923, mentre per quello di Libano la ditta Deon di Bribano avviò il cantiere in dicembre del 1923. Quest’ultimo fu ultimato in maggio del 1924 e inaugurato con l’anno scolastico 1924/25. Non essendo però stato concesso il mutuo aggiuntivo, l’Amministrazione Comunale di Sedico alla fine dl 1927 aveva liquidato alla ditta soltanto una metà circa della spesa. Restava da pagare ancora una grossa cifra.
Il Comune di Sedico cercò prestiti anche nei comuni vicini (specie in quelli di montagna proprietari di boschi) e la vicenda si trascinò ancora per anni. Nell’archivio comunale esiste tutta la corrispondenza intercorsa tra la nostra Amministrazione e quelle dei vicini. Per saperne di più, occorrerebbe esaminare una gran quantità di carte e di delibere comunali, magari senza poi venirne a capo!

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