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1835 da Landris a Mas

una strada più agevole

1835 da Landris a Mas

una strada più agevole

Nel 1833, quando eravamo sudditi dell’Austria, il Comune di Sedico decise di migliorare la vecchia strada che da Landrìs conduceva a Mas, in molti tratti alquanto stretta e percorribile con difficoltà e vari disagi, tra cui l’irregolarità del fondo stradale e delle pendenze. L’appalto venne assegnato all’impresa di Giuseppe Palli che ultimò i lavori nel 1835. Partendo davanti all’ingresso della villa Miari (posto oggi davanti ai giardini), si dovette poco più avanti rifare un piccolo ponte sul rio Landrisio in quanto “trovato all’atto dell’esecuzione del lavoro – si trova scritto nel verbale di collaudo – in istato rovinoso e cadente”. Subito dopo si modificò la curva pericolosa in corrispondenza del cortile dei Miari nei pressi della chiesetta (oggi c’è un fabbricato che fu per lunghi anni caserma dei carabinieri).

La Riva Vecia
Presentando questa salita (oggi Via dei Fanti) una pendenza irregolare, si fece in maniera di renderla più agevole con apporti di ghiaia spessi in certi punti anche un metro: è per questo motivo che ora l’accesso alla cantina della villa Giacomini-Miari risulta molto più in basso rispetto all’attuale piano stradale. Dal verbale veniamo a sapere che la pendenza nei primi 84 metri era dell’11 % mentre nei rimanenti 72 era del 5,50 %. Dopo aver effettuato il livellamento del piano stradale, nella prima tratta la pendenza risulterà dell’8,50 % mentre nella seconda non eccederà il 5,80 % in modo di arrivare più avanti alla stessa altezza del piano d’ingresso al cortile degli eredi Miari (oggi Giacomini). La strada doveva essere convessa (cioè a schiena d’asino) per favorire lo scolo delle acque piovane nelle cunette laterali previste su entrambi i lati di tutto il percorso. La salita doveva essere selciata – si legge nel capitolato d’appalto – “con li sassi che si leveranno dall’informe selciato che copre la maggior parte della strada lungo l’ascesa di Landris e i più regolari andranno a formare li cordoni laterali delle cunette medesime”.

Verso le Roe Alte
Arrivati al culmine della Riva Vecia e oltrepassata Campagnola, la strada verso Roe si presentava parecchio tortuosa, irregolare e priva di scoli, per cui l’impresa Palli doveva rettificare le curve, livellare il piano stradale (rendendolo inoltre convesso) e inghiaiarlo per bene, realizzare le cunette e costruire due tombini. Più avanti doveva essere rialzata perché più bassa del piano della campagna attraversata, con le conseguenze facilmente immaginabili in caso di pioggia, magari coi prati cosparsi di letame.

Da Roe Alte a Vignole
Correva anche su tratti di terreno paludoso, aveva parecchie curve con un’angolatura molto stretta e, in certi casi, passava tra grandi massi che ne impedivano l’allargamento (Roe deriva da rovina, macereto). Qui inoltre per superare l’acqua della Salega (un ruscello) venne costruito un piccolo ponte in muratura (col selciato sul fondo) utilizzando sassi di grossa pezzatura.

La Riva del Pecól nella zona del Maserón”
I problemi più rilevanti si presentarono quando si trattò di migliorare il tratto che da Vignòle conduce al pianoro soprastante superando un notevole dislivello in quella che oggi è meglio conosciuta come la Riva del Pecól. Così veniva descritta: “La strada compresa in questo tronco, della lunghezza di metri 870, è la più disastrata e malagevole di tutta la rimanente fra Sedico e il Mas perché è tortuosa, incassata fra i sassi, angusta non avendo in molti tratti che la sola larghezza di metri 1,30 e in una quasi continua riva ora in ascesa e ora in discesa; le più rimarcabili sono l’ascesa detta di Vignòle e quindi le rive del Massarè (distesa di sassi, macereto, talora chiamato Maserón), che ha l’ascesa del 15 % e la discesa del 13 %”. Si decise allora di costruire un tratto di strada nuovo a destra del precedente, il quale, allungando il tronco di 40 metri, consentì di avere, con non molta spesa, una strada più retta e con una pendenza in ascesa del 6 % e in discesa del 3 %. Inoltre la nuova strada, larga almeno metri 3,50, ben inghiaiata e provvista degli scoli per le acque, correva “lungo la pendice a mezzogiorno del Colle di Vignole”.

Da Vignole a Mas
Per giungere a Mas si dovettero costruire anche due ponti per il superamento di due corsi d’acqua: rispettivamente il Coloèr prima e la Salsa poi. Al termine dei lavori la strada da Landrìs a Mas risulterà carreggiabile, col piano largo dai 3 ai 4 metri, armato e inghiaiato a dovere, provvisto di cunette su entrambi i lati, come si può leggere nel verbale di collaudo rinvenuto per caso dallo scrivente nell’Archivio Storico del Comune di Belluno durante una ricerca sulla strada per Agordo.

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